L’enigma di Beowulf e del perchè la gente non capisce un cazzo…

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Cosa può esserci di enigmatico nel più famoso poema anglosassone ? Scritto nella prima metà dell’VIII° secolo d.C. Il poema ci narra le gesta dell’eroe geata Beowulf. Dotato di coraggio e forza fuori dal comune il nostro eroe affronterà Grendel mostro aberrante che porta morte e distruzione nella Sala dell’Idromele del re danese Hrotgar. In seguito affronterà anche la madre del mostro,una terribile strega e arrivato ormai alla fine del suo percorso, ucciderà un drago ma lo scontro gli costerà la vita.

Beowulf è stato oggetto di miriadi di interpretazioni, più o meno azzeccate e più o meno richieste. Non parliamo poi di tutti i pessimi adattamenti cinematografici. L’enigma si presenta proprio in questo ambito. Qual’è il problema di rendere un tale poema per quello che è ? Qual’è il problema di mostrare al mondo “l’ultimo degli eroi” per quello che è e non per quello che si pensa possa piacere di più al pubblico? Da forse fastidio il fatto che, pur essendo ritenuta un’opera di fantasia (con fin troppi riferimenti storici) parli di gesta eroiche, di tradizioni molto più antiche di chi l’ha fatto arrivare a noi e soprattutto che parli del fatto che pur essendo uomini possiamo fare la differenza e che l’onore non è morto e sepolto come vorrebbe farci credere chi blatera di perdono e investe in fabbriche di armi. Ma il poema parla anche dei mostri e a tal proposito, citare J.R.R. Tolkien a riguardo è d’obbligo :

<< I mostri erano stati nemici degli dei, i capi degli uomini, e, nei confini del Tempo, i mostri avrebbero vinto. […] Perché i mostri, non spariscono anche se gli dei vanno e vengono>>.

Proprio cosi. I mostri, non spariscono. Ed i mostri, qualunque sia la loro forma, temono gli eroi. E qual’è l’unico modo efficace che i mostri hanno per distruggere gli eroi? Farli diventare mostri a loro volta. Questo è sempre stato il metodo più usato. Uccidere gli eroi li trasforma in leggenda e spinge altri a fare come loro. Dimostrare invece al mondo che non ci sono eroi e che in fondo (spesso neanche troppo in fondo) siamo tutti mostri è per loro la vittoria completa. Si dice che tutti abbiano un prezzo. E i mostri hanno sempre fatto leva anche su quello per assicurarsi il controllo sugli uomini.

Già,il controllo. Questa è l’ossessione dei mostri moderni. Controllare la rete,la stampa,le produzioni cinematografiche fin nei più minimi contenuti. Censurare questo e quello perché “vanno oltre” e potrebbero far svegliare qualcuno dal torpore. Ma l’ossessione è anche il punto debole dei mostri stessi. Per quanto possano essere scaltri, infidi e potenti, essi rimangono vittime delle loro ossessioni. Nel Poema Grendel (creatura non meglio identificata,alcuni lo associano ai troll delle leggende scandinave,altri lo definiscono “demone”,non prendo in considerazione la definizione del poema perché si tratta di una mistificazione creata dall’amanuense che scrisse il manoscritto originale) è ossessionato dalla volontà di distruggere e uccidere, forse scatenata dai festeggiamenti continui nella “Sala dell’idromele” di Hrotgar . La madre a sua volta è ossessionata dalla vendetta per il figlio. Il drago infine, incarnazione stessa del caos e delle “forze del male” ha come uni fine il bruciare villaggi, sterminare le persone inermi e poi tornarsene beatamente a dormire nel suo tumulo…

Anche oggi abbiamo questo tipo di ossessioni, coltivate dai mostri moderni. Le cose non sono cambiate. Hanno mutato forma, si sono subdolamente attaccate alla spina dorsale dell’umanità facendosi passare per bisogni e necessità irrinunciabili, ingannandoci tutti . E gli eroi ? Dove sono finiti gli eroi ? Esistono ancora ? La risposta a tutto questo non è una sola. Si, gli eroi ci sono ancora. Ma si nascondono, agiscono nell’ombra o dietro un monitor. Non sono più spavaldi e risoluti.

Spesso mancano di autostima, e non si sentono per niente tali. Eppure lo sono. Il coraggio lo hanno ancora ma difettano nella motivazione, sono scarsi nei metodi e nelle strategie. Questo perché nessuno li aiuta realmente. Non basta una pacca sulla spalla, un “bravo continua cosi”. Serve un vero aiuto, un gruppo, una comunità che li sostenga. Perché l’eroe è tale se agisce per il bene comune. Oggi invece vengono sistematicamente isolati, dichiarati pazzi,”strani” “fuori di testa” e insultati in modi molto peggiori.

Altri vengono riconosciuti come “eroi”. Persone infime, corrotte e contorte, che sembrano uscite da un brutto incubo di Stephen King e che nemmeno H.P. Lovecraft riuscirebbe a collocare tra i gli orrori cosmici dei suoi miti. Proprio cosi, gli eroi diventano mostri ed i mostri eroi. Questo è il capolavoro assoluto del potere, questa la vera dannazione dell’umanità, il vero motivo del perché la gente oggi non capisce un cazzo.

Non è soltanto l’ignoranza ostentata,con orgoglio, il malcostume diffuso, la decadenza dei valori nella società o l’analfabetismo funzionale, che fanno si che la gente vaghi nel nulla, ma l’incapacità di distinguere gli eroi dai mostri, la totale mancanza di buonsenso e l’assenza di figure ispiratrici che ci porta a vedere tutto con il filtro della disperazione . In breve le persone hanno smarrito la strada per quella “scintilla divina” che può renderci tutti “eroi “.

Beowulf non è solo un poema, è un appello agli uomini di tutte le epoche a muoversi di fronte al caos e alla distruzione. Non siamo infatti né mostri né bestie, siamo potenzialmente qualsiasi cosa ma la natura stessa dell’uomo tende all’eroismo. E’ la paura a farci regredire e la paura è sempre stata il miglior alleato per i mostri .

I messaggi delle antiche Vie Seconda Parte – Le figure ricorrenti –

Nelle tradizioni ancestrali di tutto il mondo possiamo trovare una serie di figure ricorrenti che hanno poi ispirato la letteratura antica e moderna. Queste figure, da molti ritenute allegoriche e tutt’altro che realmente incidenti sulla realtà delle popolazioni arcaiche, hanno invece fatto da esempio e guida per millenni, prima che la spiritualità fosse mercificata ed infine ridotta a strumento di controllo per le masse con l’avvento del monoteismo. Esse sono ricorrenti per un preciso motivo : Gli uomini dimenticano. La società moderna vede queste figure come elementi di fiction buone per film,fumetti e videogiochi. In realtà queste figure sono state i maestri dell’umanità fin dall’alba dei tempi. Carl Gustav Jung nella sua celeberrima teoria degli archetipi scriveva :

Nessun archetipo è riducibile a semplici formule. L’archetipo è come un vaso che non si può svuotare né riempire mai completamente. In sé, esiste solo in potenza, e quando prende forma in una determinata materia, non è più lo stesso di prima. Esso persiste attraverso i millenni ed esige tuttavia sempre nuove interpretazioni. Gli archetipi sono elementi incrollabili dell’inconscio, ma cambiano forma continuamente”.

Ed è cambiando continuamente forma che sono sopravvissuti arrivando fino a noi. Ma oggi le cose stanno cambiando. Le tendenze “Mainstream” stanno portando l’inconscio collettivo ad un oblio mai visto prima. Spegnere il cervello delle persone è forse l’obiettivo principale di questa inutile società dei consumi e dell’apparire. Ma in che modo queste figure posso aiutarci anche oggi ?

Innanzitutto bisogna riscoprirle e comprenderle. Non è certo identificando Gandalf con Merlino (Mithrandir-Myriddin )che sveleremo tutti gli arcani, ne con Morgana ne con altri espedienti. Bisogna individuare quello che maggiormente ci serve nell’immediato, per comprendere gli svariati messaggi che ci sono pervenuti in molte forme durante gli anni. Non è un lavoro facile e non lo sarà mai. Ma queste figure lo hanno fatto prima di noi. Decriptare la conoscenza degli antichi è la chiave per lo sviluppo futuro dell’umanità. Siccome personalmente, non credo al 100% nella decadenza attuale nel quale molti riconoscono il “Kali Yuga”, credo sia doveroso rimboccarsi le maniche e nel nostro piccolo darsi da fare in questo senso.

Gli “input esterni illusori” che tentano di farci desistere da questo proposito, sono molti, troppi per chi già si è arreso all’immondizia che c’è all’esterno della nostra sfera. Ciò non toglie che è possibile arginarla e lavorare, in primis su noi stessi magari prendendo ad esempio queste figure.

Il Re (governante,simbolo dell’ordine cosmico sulla terra,garante delle leggi e dei diritti degli uomini)

Un re, non è un tiranno. Il re è la guida, il padre (non padrone) del suo popolo. Colui che lo rappresenta presso gli altri popoli e che ne è l’emblema. La vera regalità però non è un “diritto divino” come ormai è sedimentato nell’immaginario collettivo, ma è un onere pesante e talvolta logorante. Un buon re spesso viene tradito. Questo perché la meschinità alberga in ogni uomo e il tradimento è una via più breve verso il potere (che se acquisito in questo modo non è mai destinato a durare molto). Il re è forse la figura più sfruttata in assoluto, con infinite versioni e rimaneggiamenti. Dai mitici re sumeri,ai faraoni passando per i re delle poleis arcaiche e i re di Roma,questa figura ci ricorda che tutto ha un’origine,talvolta divina. E da questa derivano le leggi di un popolo,il suo carattere, la sua unicità al mondo rispetto agli altri.

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Il Sacerdote(Vate,Druido ecc, Il tramite col divino, l’amministratore dei culti e custode delle tradizioni)

I veri sacerdoti, sono il pilastro della propria comunità. Fanno si che il popolo non si perda nell’oblio del materialismo, rispettando le ancestrali leggi della natura e dell’universo. Sono i tramiti col divino e gli interpreti dei segni e dei sogni che questo ci manda. Sono anche i garanti della moralità e dell’etica. Mai come oggi questo ruolo vive,grazie alla miopia ipocrita del monoteismo, il suo più basso momento. Il sacerdote non può e non deve controllare ogni aspetto della vita della propria comunità. Deve semplicemente provvedere al benessere spirituale, senza influenzare niente e nessuno con le proprie problematiche. Non deve inoltre essere un peso per la sua comunità. I sacerdoti sono e restano persone normali e come tali dovrebbero provvedere da soli al loro sostentamento.

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L’Eroe (campione, difensore, prescelto. La summa delle virtù umane che si oppongono al caos)

Tutti sappiamo (o meglio crediamo di sapere) cosa sia un eroe. Siamo abituati dai media a vedere la figura di un uomo spesso qualunque, che si trova a diventare superiore al resto dell’umanità quasi per caso e che è riluttante ad accettare questa sua nuova condizione. Tutto questo è l’esatto contrario dell’eroe. L’eroe nelle varie mitologie è nato per esserlo. Tutta la sua vita è orientata a compiere quella precisa impresa o serie di imprese. E’ il suo destino ed egli non ha alcune esitazione nel portarlo a termine, a costo della vita. Si perché quasi sempre l’eroe si sacrifica per il bene comune. L’eroe è spesso la risposta che gli Dei danno alla degenerazione del genere umano. Si tratta di quell’opportunità di essere migliori che ci viene data attraverso l’esempio ed il sacrificio di quelli più meritevoli. Per questo è la figura più mistificata in assoluto e portata al suo opposto (l’anti-eroe o l’eroe riluttante).

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L’indovina (sibilla,sacerdotessa,custode dei luoghi sacri)

Altra figura molto nota e presente nell’immaginario collettivo è la donna deputata alla custodia dei luoghi sacri come fonti,laghi,grotte e simili. Spesso divide questo compito con alcune “sorelle” ed è dotata di notevoli facoltà divinatorie. Frequentemente re ed eroi si recano da queste figure per chiedere consiglio e gettare uno sguardo sul probabile futuro che li attende. Tra le espressioni massime della donna, colei che può vedere nel destino degli uomini, è però spesso una figura tragica ed infelice, non destinata alle gioie delle altre donne. Alle volte è confusa o sostituita da figure mitiche e non umane (come la Signora del Lago nel ciclo arturiano). Questo perché il compito di custodire i luoghi sacri, prima che dagli uomini viene svolto dagli spiriti tutelari del luogo stesso. I quali però possono chiedere ai mortali di ricoprire questo ruolo nei periodi di “letargo” di questi spiriti. Anche l’interpretazione dei segni viene deputata poi ai mortali ed in particolare alle donne, naturalmente predisposte per fare da tramite tra il nostro mondo e gli altri.

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Continua e finisce nella terza parte con le “Figure ambigue e negative”