La tradizione nordica “For Dummies”

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Il tempo passa e le cose dovrebbero cambiare. Purtroppo sembra di essere piombati in una sorta di “glaciazione scio-culturale”. Ormai siamo assuefatti a tutto. E il “tutto” pare essere contenuto dentro uno smartphone. Cosi non è per nostra fortuna, ma le persone in grado di rendersene conto sono sempre di meno (oppure sono sempre le stesse…) . A tutto questo, noi cultori e studiosi delle tradizioni non siamo di certo immuni ma RESISTIAMO. Avvertiamo il vuoto assordante nelle città strapiene di gente, ma non cediamo. Vediamo la follia dilagare ogni giorno, ma non cediamo. Perché? Non siamo “superuomini” o “superdonne”, non ci illudiamo di essere “illuminati” ne “pronti per l’ascensione a qualcosa di superiore”, ma RESISTIAMO. Semplicemente perché, se non lo facciamo noi, nessuno se ne prenderà l’onere. RESISTIAMO perché ancora speriamo di poter tramandare qualcosa a chi verrà dopo, a chi sarà in grado di capire.

Dopo aver letto frasi del tipo “Sono pagano perché voglio diventare potente” di norma dovrebbero cascarmi le braccia (se non altro) e dovrei fuggire via urlando nella notte. Ma non l’ho fatto ne penso lo farò mai. Non perché sia chissà quale virtuoso della spiritualità, ma forse perché sono semplicemente testardo e più idiota di chi ha scritto quella frase. IO RESISTO. Cosi cercherò di spiegare al tordo di cui sopra e a tantissimi come lui cosa sia una tradizione pre-cristiana e del perché si sceglie di tornarvi CONSAPEVOLMENTE.

I grandi guru del neo-paganesimo moderno, alle prese con energie cosmiche e problemi “quantici”, ritengono ormai superate certe cose, impegnati come sono a mischiare quindici tradizioni diverse, dicono loro “per colmare le lacune” lasciate da quelle autentiche. Com’è noto nel torbido si pesca meglio, ma non è questo l’argomento dell’articolo. Non è un mistero che, grazie al monoteismo, le antiche vie spirituali sono quasi del tutto scomparse, ma è falso dire che non siano recuperabili. Le tradizioni nascono da una necessità e quelle necessità che hanno creato le antiche tradizioni stanno tornando a fare capolino nelle nostre vite. Il pensiero unico, che oggi vorrebbe andare tanto di moda, era già inutile nonché obsoleto quando fu pensato la prima volta. La regola in natura sono le diversità complementari,le miriadi di sfaccettature che compongono un disegno più ampio pur restando sempre diverse l’una dall’altra.

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Cosi è fatta una tradizione magico-spirituale antica. Tante componenti che insieme danno completezza ad un cammino personale in primo luogo, ma che può anche abbracciare una comunità.

La tradizione nordica fa parte di questo grande insieme e non ha nulla da invidiare alle altre sue consorelle di origine Indo-Europea . Detto questo, proseguiamo con gli aspetti di questa tradizione che sono oggetto delle più bieche manipolazioni e adattamenti.

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Le Rune ovviamente sono l’aspetto più mistificato in assoluto. Sia per l’utilizzo che ne fecero le SS durante il nazismo sia per la successiva “universalizzazione” operata dal neo-paganesimo e dalla new-age. Senza soffermarci sulle origini storiche accertate di questo alfabeto, ripeto per l’ennesima volta che le Rune sono per gli Eteni, per coloro che sono devoti alle divinità norrene (Asatru,Vanatru ecc). Non sono per tutti e non aiutano tutti. Tutti i discorsi che i guru di cui sopra possono fare a riguardo sono loro interpretazioni nel migliore dei casi quando non fandonie inventate di sana pianta (vedi la famosa runa “bianca” creata negli USA )

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Il secondo aspetto ad essere mistificato sono i vari simboli della tradizione nordica. Mjollnir, il magico martello di Thor, non è un prodotto della Marvel, è il simbolo che rappresenta tutto l’etenismo ed è il più sacro dei talismani, usato per benedire e consacrare (sugli altri aspetti vi rimando all’articolo). Il Valknut , il nodo degli uccisi, è un simbolo di Odino e non centra NULLA col nazismo ne con altre correnti moderne. E’ equiparabile al Triskell MA NON E’ LA STESSA COSA.

Anche la “Ruota Solare” molto simile alla croce celtica non centra nulla col nazismo ne con altri totalitarismi e rappresenta il moto della nostra stella durante l’anno.

La svastica o flylflot, il simbolo più criminalizzato di tutti, altro non è che un simbolo astronomico di retaggio Indo-europeo e non solo,che troverete in una moltitudine di culture anche lontanissime tra di loro. Non ha nessun significato riguardante la guerra, la morte o il sangue. Rappresenta il moto della costellazione dell’orsa maggiore durante le stagioni come potete vedere nell’immagine qui sotto

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Lo “shieldknot” non ha nulla a che vedere con la croce celtica. È un simbolo protettivo, attribuito anch’esso a Odino e veniva usato per rendere sicure le case ed evitare che ci si insediassero spiriti ed entità negative.

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La tradizione nordica oggi

Come già detto e spiegato più volte, la tradizione nordica è “rinata” (ma in realtà è falso dire anche questo) nei primi del 1900 ed è tornata ad essere una religione riconosciuta alla fine del 20° secolo sotto il nome di Etenismo. L’Etenismo oggi si divide in due grosse correnti di pensiero : Quella universalista che sostiene l’idea per la quale ogni persona indipendentemente dalla sua etnia può praticare l’etenismo, facendo a meno delle divinità e inalberandosi in discorsi assurdi che non esistono minimamente in questa tradizione, e quella cosiddetta “Folkish” ovvero relativa all’etnia e alla famiglia. Secondo quest’ultima l’etenismo è per tutte le persone europee e con origine europea e porta avanti il culto degli Aesir e dei Vanir, quello delle Disir e degli Antenati(ma andrebbero benissimo anche l’Hellenismo, La Traditio Romana o quella Slava tanto per intenderci).

Esistono poi correnti “minori” (non per importanza ma per numero di partecipanti) come il Vanatrù, il Teodismo e il Wotanismo (considerato da molti troppo estremo se non addirittura razzista). Ovviamente universalisti e folkish sono in aperto contrasto e personalmente appoggio i secondi, soprattutto perché difendono la tradizione per quella che è, visto che non ha nessun bisogno di “modernizzarsi”. L’Asatrù non ha nessuna componente razzista ne xenofoba ne ha mai vietato a persone di qualunque parte del mondo di assistere ai rituali e ai blot. Semplicemente sostiene che ogni popolo ha la sua tradizione e ad essa dovrebbe tornare.

La corrente universalista invece è frutto delle influenze new-age e tutti abbiamo visto i danni che questa ha fatto, soprattutto sui giovani, nell’approcciarsi alle vie spirituali. E’ assolutamente falso il sostenere che tutto sia per tutti e che ogni via spirituale vada bene per ogni essere umano. Se è vero che molti occidentali sono diventati buddhisti, è pure vero che lo hanno fatto perché quello che avevano a casa loro gli risultava alieno e contrario alla loro indole, ma lo hanno fatto soprattutto perché ignari di quello che c’era prima dell’oscurantismo monoteista.

L’enigma di Beowulf e del perchè la gente non capisce un cazzo…

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Cosa può esserci di enigmatico nel più famoso poema anglosassone ? Scritto nella prima metà dell’VIII° secolo d.C. Il poema ci narra le gesta dell’eroe geata Beowulf. Dotato di coraggio e forza fuori dal comune il nostro eroe affronterà Grendel mostro aberrante che porta morte e distruzione nella Sala dell’Idromele del re danese Hrotgar. In seguito affronterà anche la madre del mostro,una terribile strega e arrivato ormai alla fine del suo percorso, ucciderà un drago ma lo scontro gli costerà la vita.

Beowulf è stato oggetto di miriadi di interpretazioni, più o meno azzeccate e più o meno richieste. Non parliamo poi di tutti i pessimi adattamenti cinematografici. L’enigma si presenta proprio in questo ambito. Qual’è il problema di rendere un tale poema per quello che è ? Qual’è il problema di mostrare al mondo “l’ultimo degli eroi” per quello che è e non per quello che si pensa possa piacere di più al pubblico? Da forse fastidio il fatto che, pur essendo ritenuta un’opera di fantasia (con fin troppi riferimenti storici) parli di gesta eroiche, di tradizioni molto più antiche di chi l’ha fatto arrivare a noi e soprattutto che parli del fatto che pur essendo uomini possiamo fare la differenza e che l’onore non è morto e sepolto come vorrebbe farci credere chi blatera di perdono e investe in fabbriche di armi. Ma il poema parla anche dei mostri e a tal proposito, citare J.R.R. Tolkien a riguardo è d’obbligo :

<< I mostri erano stati nemici degli dei, i capi degli uomini, e, nei confini del Tempo, i mostri avrebbero vinto. […] Perché i mostri, non spariscono anche se gli dei vanno e vengono>>.

Proprio cosi. I mostri, non spariscono. Ed i mostri, qualunque sia la loro forma, temono gli eroi. E qual’è l’unico modo efficace che i mostri hanno per distruggere gli eroi? Farli diventare mostri a loro volta. Questo è sempre stato il metodo più usato. Uccidere gli eroi li trasforma in leggenda e spinge altri a fare come loro. Dimostrare invece al mondo che non ci sono eroi e che in fondo (spesso neanche troppo in fondo) siamo tutti mostri è per loro la vittoria completa. Si dice che tutti abbiano un prezzo. E i mostri hanno sempre fatto leva anche su quello per assicurarsi il controllo sugli uomini.

Già,il controllo. Questa è l’ossessione dei mostri moderni. Controllare la rete,la stampa,le produzioni cinematografiche fin nei più minimi contenuti. Censurare questo e quello perché “vanno oltre” e potrebbero far svegliare qualcuno dal torpore. Ma l’ossessione è anche il punto debole dei mostri stessi. Per quanto possano essere scaltri, infidi e potenti, essi rimangono vittime delle loro ossessioni. Nel Poema Grendel (creatura non meglio identificata,alcuni lo associano ai troll delle leggende scandinave,altri lo definiscono “demone”,non prendo in considerazione la definizione del poema perché si tratta di una mistificazione creata dall’amanuense che scrisse il manoscritto originale) è ossessionato dalla volontà di distruggere e uccidere, forse scatenata dai festeggiamenti continui nella “Sala dell’idromele” di Hrotgar . La madre a sua volta è ossessionata dalla vendetta per il figlio. Il drago infine, incarnazione stessa del caos e delle “forze del male” ha come uni fine il bruciare villaggi, sterminare le persone inermi e poi tornarsene beatamente a dormire nel suo tumulo…

Anche oggi abbiamo questo tipo di ossessioni, coltivate dai mostri moderni. Le cose non sono cambiate. Hanno mutato forma, si sono subdolamente attaccate alla spina dorsale dell’umanità facendosi passare per bisogni e necessità irrinunciabili, ingannandoci tutti . E gli eroi ? Dove sono finiti gli eroi ? Esistono ancora ? La risposta a tutto questo non è una sola. Si, gli eroi ci sono ancora. Ma si nascondono, agiscono nell’ombra o dietro un monitor. Non sono più spavaldi e risoluti.

Spesso mancano di autostima, e non si sentono per niente tali. Eppure lo sono. Il coraggio lo hanno ancora ma difettano nella motivazione, sono scarsi nei metodi e nelle strategie. Questo perché nessuno li aiuta realmente. Non basta una pacca sulla spalla, un “bravo continua cosi”. Serve un vero aiuto, un gruppo, una comunità che li sostenga. Perché l’eroe è tale se agisce per il bene comune. Oggi invece vengono sistematicamente isolati, dichiarati pazzi,”strani” “fuori di testa” e insultati in modi molto peggiori.

Altri vengono riconosciuti come “eroi”. Persone infime, corrotte e contorte, che sembrano uscite da un brutto incubo di Stephen King e che nemmeno H.P. Lovecraft riuscirebbe a collocare tra i gli orrori cosmici dei suoi miti. Proprio cosi, gli eroi diventano mostri ed i mostri eroi. Questo è il capolavoro assoluto del potere, questa la vera dannazione dell’umanità, il vero motivo del perché la gente oggi non capisce un cazzo.

Non è soltanto l’ignoranza ostentata,con orgoglio, il malcostume diffuso, la decadenza dei valori nella società o l’analfabetismo funzionale, che fanno si che la gente vaghi nel nulla, ma l’incapacità di distinguere gli eroi dai mostri, la totale mancanza di buonsenso e l’assenza di figure ispiratrici che ci porta a vedere tutto con il filtro della disperazione . In breve le persone hanno smarrito la strada per quella “scintilla divina” che può renderci tutti “eroi “.

Beowulf non è solo un poema, è un appello agli uomini di tutte le epoche a muoversi di fronte al caos e alla distruzione. Non siamo infatti né mostri né bestie, siamo potenzialmente qualsiasi cosa ma la natura stessa dell’uomo tende all’eroismo. E’ la paura a farci regredire e la paura è sempre stata il miglior alleato per i mostri .

I messaggi delle antiche Vie Seconda Parte – Le figure ricorrenti –

Nelle tradizioni ancestrali di tutto il mondo possiamo trovare una serie di figure ricorrenti che hanno poi ispirato la letteratura antica e moderna. Queste figure, da molti ritenute allegoriche e tutt’altro che realmente incidenti sulla realtà delle popolazioni arcaiche, hanno invece fatto da esempio e guida per millenni, prima che la spiritualità fosse mercificata ed infine ridotta a strumento di controllo per le masse con l’avvento del monoteismo. Esse sono ricorrenti per un preciso motivo : Gli uomini dimenticano. La società moderna vede queste figure come elementi di fiction buone per film,fumetti e videogiochi. In realtà queste figure sono state i maestri dell’umanità fin dall’alba dei tempi. Carl Gustav Jung nella sua celeberrima teoria degli archetipi scriveva :

Nessun archetipo è riducibile a semplici formule. L’archetipo è come un vaso che non si può svuotare né riempire mai completamente. In sé, esiste solo in potenza, e quando prende forma in una determinata materia, non è più lo stesso di prima. Esso persiste attraverso i millenni ed esige tuttavia sempre nuove interpretazioni. Gli archetipi sono elementi incrollabili dell’inconscio, ma cambiano forma continuamente”.

Ed è cambiando continuamente forma che sono sopravvissuti arrivando fino a noi. Ma oggi le cose stanno cambiando. Le tendenze “Mainstream” stanno portando l’inconscio collettivo ad un oblio mai visto prima. Spegnere il cervello delle persone è forse l’obiettivo principale di questa inutile società dei consumi e dell’apparire. Ma in che modo queste figure posso aiutarci anche oggi ?

Innanzitutto bisogna riscoprirle e comprenderle. Non è certo identificando Gandalf con Merlino (Mithrandir-Myriddin )che sveleremo tutti gli arcani, ne con Morgana ne con altri espedienti. Bisogna individuare quello che maggiormente ci serve nell’immediato, per comprendere gli svariati messaggi che ci sono pervenuti in molte forme durante gli anni. Non è un lavoro facile e non lo sarà mai. Ma queste figure lo hanno fatto prima di noi. Decriptare la conoscenza degli antichi è la chiave per lo sviluppo futuro dell’umanità. Siccome personalmente, non credo al 100% nella decadenza attuale nel quale molti riconoscono il “Kali Yuga”, credo sia doveroso rimboccarsi le maniche e nel nostro piccolo darsi da fare in questo senso.

Gli “input esterni illusori” che tentano di farci desistere da questo proposito, sono molti, troppi per chi già si è arreso all’immondizia che c’è all’esterno della nostra sfera. Ciò non toglie che è possibile arginarla e lavorare, in primis su noi stessi magari prendendo ad esempio queste figure.

Il Re (governante,simbolo dell’ordine cosmico sulla terra,garante delle leggi e dei diritti degli uomini)

Un re, non è un tiranno. Il re è la guida, il padre (non padrone) del suo popolo. Colui che lo rappresenta presso gli altri popoli e che ne è l’emblema. La vera regalità però non è un “diritto divino” come ormai è sedimentato nell’immaginario collettivo, ma è un onere pesante e talvolta logorante. Un buon re spesso viene tradito. Questo perché la meschinità alberga in ogni uomo e il tradimento è una via più breve verso il potere (che se acquisito in questo modo non è mai destinato a durare molto). Il re è forse la figura più sfruttata in assoluto, con infinite versioni e rimaneggiamenti. Dai mitici re sumeri,ai faraoni passando per i re delle poleis arcaiche e i re di Roma,questa figura ci ricorda che tutto ha un’origine,talvolta divina. E da questa derivano le leggi di un popolo,il suo carattere, la sua unicità al mondo rispetto agli altri.

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Il Sacerdote(Vate,Druido ecc, Il tramite col divino, l’amministratore dei culti e custode delle tradizioni)

I veri sacerdoti, sono il pilastro della propria comunità. Fanno si che il popolo non si perda nell’oblio del materialismo, rispettando le ancestrali leggi della natura e dell’universo. Sono i tramiti col divino e gli interpreti dei segni e dei sogni che questo ci manda. Sono anche i garanti della moralità e dell’etica. Mai come oggi questo ruolo vive,grazie alla miopia ipocrita del monoteismo, il suo più basso momento. Il sacerdote non può e non deve controllare ogni aspetto della vita della propria comunità. Deve semplicemente provvedere al benessere spirituale, senza influenzare niente e nessuno con le proprie problematiche. Non deve inoltre essere un peso per la sua comunità. I sacerdoti sono e restano persone normali e come tali dovrebbero provvedere da soli al loro sostentamento.

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L’Eroe (campione, difensore, prescelto. La summa delle virtù umane che si oppongono al caos)

Tutti sappiamo (o meglio crediamo di sapere) cosa sia un eroe. Siamo abituati dai media a vedere la figura di un uomo spesso qualunque, che si trova a diventare superiore al resto dell’umanità quasi per caso e che è riluttante ad accettare questa sua nuova condizione. Tutto questo è l’esatto contrario dell’eroe. L’eroe nelle varie mitologie è nato per esserlo. Tutta la sua vita è orientata a compiere quella precisa impresa o serie di imprese. E’ il suo destino ed egli non ha alcune esitazione nel portarlo a termine, a costo della vita. Si perché quasi sempre l’eroe si sacrifica per il bene comune. L’eroe è spesso la risposta che gli Dei danno alla degenerazione del genere umano. Si tratta di quell’opportunità di essere migliori che ci viene data attraverso l’esempio ed il sacrificio di quelli più meritevoli. Per questo è la figura più mistificata in assoluto e portata al suo opposto (l’anti-eroe o l’eroe riluttante).

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L’indovina (sibilla,sacerdotessa,custode dei luoghi sacri)

Altra figura molto nota e presente nell’immaginario collettivo è la donna deputata alla custodia dei luoghi sacri come fonti,laghi,grotte e simili. Spesso divide questo compito con alcune “sorelle” ed è dotata di notevoli facoltà divinatorie. Frequentemente re ed eroi si recano da queste figure per chiedere consiglio e gettare uno sguardo sul probabile futuro che li attende. Tra le espressioni massime della donna, colei che può vedere nel destino degli uomini, è però spesso una figura tragica ed infelice, non destinata alle gioie delle altre donne. Alle volte è confusa o sostituita da figure mitiche e non umane (come la Signora del Lago nel ciclo arturiano). Questo perché il compito di custodire i luoghi sacri, prima che dagli uomini viene svolto dagli spiriti tutelari del luogo stesso. I quali però possono chiedere ai mortali di ricoprire questo ruolo nei periodi di “letargo” di questi spiriti. Anche l’interpretazione dei segni viene deputata poi ai mortali ed in particolare alle donne, naturalmente predisposte per fare da tramite tra il nostro mondo e gli altri.

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Continua e finisce nella terza parte con le “Figure ambigue e negative”


REPORT : HAUSBLOT BOSCO DI CHIATRI (LUCCA) 19 SETTEMBRE 2015

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Tornare in Toscana è sempre un piacere, ma mai come questa volta . Il richiamo del Bosco di Chiatri è un qualcosa di molto raro in questo paese. Cosi da bravo “viandante” ho risposto alla chiamata delle “Signore” del bosco, portando la mia conoscenza sull’etenismo. Signore in tutti i sensi. L’ospitalità di Annalisa Oliviero e Laugrith Heid è veramente unica. A partire dall’ottimo B&B in cui sono stato ospitato, alla leggendaria cucina toscana… Ma cos’è il Bosco di Chiatri vi starete chiedendo? Iniziamo col dire cosa NON è.

Non si tratta di un’allegra combriccola di “fatine” new age-volemose bene. E’ una SERIA associazione dedita allo studio delle tradizioni spirituali europee ancestrali . Laugrith Heid è una titolatissima archeologa (Master in Beni Archeologici,Master in Preserving and Increasing Value of Cultural Heritage presso Roskilde (Copenhagen ) ecc ecc.)che ha dedicato anima e corpo ai segreti della stregoneria . Da qui il suo libro appena uscito “La Stregoneria dei Vani” (Che ovviamente verrà qui recensito). Precisiamo che Laugrith si occupa esclusivamente di stregoneria e non del culto norreno in se, come alcuni potrebbero erroneamente pensare.

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Ma torniamo all’Hausblot (Haustablòt festeggiato generalmente dal 21 al 24 settembre). L’eccellente ristorante “Da Mariano” fa dà sfondo all’evento. L’atmosfera è molto rilassata, quasi familiare. Si parte con la presentazione del libro “La stregoneria dei Vani”. Come spero immaginerete, dietro un simile lavoro ci sono anni di studio, sia accademico che personale. Lo si evince dall’enfasi con cui Laugrith presenta il suo lavoro, incentivata dalla presenza di Ottavio Adriano Spinelli. Chi mi conosce sa perfettamente il mio punto di vista sulle Rune e sulla divulgazione di certi argomenti nel consesso del mondo “Pagano-esoterico” italiano. Questo libro si pone,per qualità e chiarezza espositiva, agli antipodi di qualunque lavoro fin’ora presentato da autori italiani sull’argomento. Vi invito quindi ad attendere la mia recensione per avere un quadro più completo a riguardo.

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Dopo questa presentazione, è il turno del sottoscritto. Parlare di etenismo non è mai semplice e si rischia sempre di essere ripetitivi o magari di non far capire al pubblico il proprio punto di vista a riguardo. Cosi non è stato, ed ho avuto l’immenso piacere di essere “interrotto” sia da Spinelli che da Guido Giudi Guerrera venendosi a creare un allegro dibattito sull’argomento. Ogni tradizione nasce da una necessità, e cosi lo è anche per l’etenismo. Il lavoro che però ci aspetta è molto arduo, soprattutto in vista delle recenti derive che questo movimento sta subendo (Più oltre oceano ed in Islanda che non in Europa).

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Ottavio Adriano Spinelli non ha bisogno di presentazioni. Il suo intervento – Khephra il sole di mezzanotte – è una parte riassuntiva eppure infinitesimale del lavoro di questo grande autore. Ma in quei pochi minuti,che sembravano fermi nel tempo e nella calura di Settembre, ha brillato di luce propria,lasciandoci però come degli assetati nel deserto, desiderosi di bere ancora qualche goccia di quel distillato di sapienza (e non-sapienza) che ci veniva offerto facendoci rimanere in meditativo silenzio.

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Silenzio di cui invece Guido Guidi Guerrera ci ha parlato amabilmente, con la classe del giornalista radiofonico di lungo corso e col cipiglio dell’uomo di cultura . Può sembrare un controsenso parlare del “silenzio”, ma in realtà è necessario per comprendere quello che ci sta attorno. Silenzio che domina nell’universo e che esisteva prima di tutte le cose e a cui tutti auspichiamo in un esistenza “disturbata” dal rumore dell’idiozia collettiva di questa società. Silenzio al quale bisogna ritornare per “ricapitolare” se stessi, accedere alla memoria profonda . Il Silenzio dunque è un “potere” primigenio che trascende a tutte le cose, soprattutto quando si affrontare il discorso tra noi e il nostro “io” nascosto.

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Grande assente all’evento è stato l’artista Cesare Minucci, autore tra l’altro di tutte le grafiche dell’evento e della copertina di “La stregoneria dei Vani”. Mi auguro di poterlo conoscere alla prossima occasione.

Per chi invece parteciperà all’edizione di quest’anno di Esoterika a Roma Domenica 6 Dicembre, ci sarà la possibilità di acquistare il volume direttamente dallo stand del Bosco di Chiatri.

I messaggi delle antiche vie – prima parte

Secondo la tradizione induista, il periodo che stiamo attraversando è denominato “Kali-Yuga” o età del ferro. Come molti di noi già sanno, si tratta dell’era del decadimento finale, dove imperano menzogna,falsità, esteriorità e tutto ciò che è compreso nella sfera spirituale,e degli alti valori, è mercificato o considerato superstizione quando non addirittura inesistente. Questo nostro presente, era stato previsto non solo dagli Indù ma anche tutte le altre “culture nobili” del pianeta. Oggi quasi 3 miliardi di persone credono (o pensano di credere, quando non sono atei) che il monoteismo sia la risposta definitiva alla spiritualità, non comprendendo,neanche di fronte a fatti concreti, che si tratta dell’esatto opposto di quello che è veramente spirituale.Eppure, le metafore ed i messaggi di ogni vera mitologia, sono chiari (tranne in alcuni casi dove il messaggio è volutamente criptico),e possiamo dire in linea di massima che ogni mito ha almeno quattro principali chiavi di lettura.

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A) Chiave di lettura “Cosmogonica”

Si tratta quasi sempre della narrazione della creazione dell’universo e del nostro mondo. In altri casi si tratta della creazione di una o più civiltà (tramite mandato divino ad uno o più sovrani mortali) e della costituzione dell’ordine cosmico e del suo omologo terrestre. I miti cosmogonici ci insegnano che nell’universo esistono due forze principali distinte ma indispensabili l’una all’altra : Ordine e Caos,Luce e Tenebra,Ghiaccio e Fuoco, Yin e Yang ecc. Da queste forze derivano tutte le altre che sono innumerevoli ma ognuna rispecchia in parte la forza progenitrice. Questi miti ci spiegano inoltre la ciclicità con la quale queste forze agiscono sul mondo materiale,su quello non-materiale (chiamato “limbo” da talune culture) e su quello spirituale.Tutte le inutili profezie sulla fine del mondo e la distruzione totale seguita da una fantomatica redenzione (che sembra più una purga stalinista che un’illuminazione globale), altro non sono che distorsioni strumentali di questo concetto, nate per instillare la paura della fine nelle menti deboli.

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Molti miti cosmogonici presentano delle fortissime analogie con teorie come quella del big-bang, della relatività e della materia oscura che sono tutt’oggi in discussione presso la comunità scientifica. La puntualità con la quale vengono divulgate certe “scoperte rivoluzionare” sulla realtà e sul continuum spazio-temporale e su altri aspetti del funzionamento dell’universo(e degli altri) sono risibili se confrontati con la completezza di informazioni (alcune criptate come ho già detto) che la mitologia ha dato migliaia di anni fa. Il lavoro svolto dagli scienziati (quelli veri) di tutto il mondo è si importantissimo, ma ben pochi di loro sembrano accorgersi che certe conoscenze sono patrimonio dell’umanità da ben prima che si ricominciasse a studiare lo spazio e i suoi enigmi.

B) Chiave di lettura “Sapienziale e nozionistica”

Ogni mito degno di tale nome, ha in sé una quantità di informazioni che sfugge alla comprensione dell’uomo moderno. Nella società del superfluo e del tutto e subito le sottigliezze incastonate nell’eredità del mondo arcaico,sfuggono o non sono minimamente comprese. Esse difatti sono messe li per quei pochi che possono comprenderle senza troppo sforzo. Pochi allora come pochi sono oggi. A seconda della cultura dalla quale provengono, questi miti presentano informazioni criptate, leggibili talvolta con strumenti andati perduti (vedi lingue) o parzialmente recuperabili usando strumenti di altre culture (a comprova di un’antichissima origine comune be al di là delle moderne teorie sull’origine della civiltà). Lo scopo di queste nozioni è molteplice. Nei miti possiamo trovare delle vere e proprie guide al sistema magico-religioso di una certa tradizione oppure delle leggi immutabili dell’universo o ancora la vera storia di un popolo. Ovviamente sono pochi i miti che non hanno subito modificazioni quando non delle volute mistificazioni, ma l’essenza dei messaggi che contengono è fin troppo radicata nell’animo umano per scomparire del tutto.

C) La chiave di lettura “pseudo-storica”

Alcune mitologie presentano una ricostruzione dei fatti veramente completa che ci mette di fronte ad un qualcosa che è talmente antico da risuonare nell’animo umano ancora e ancora. Nel mondo accademico, il mito è semplicemente un insieme di storie fantasiose create come metafore per intrattenere o per altri scopi. Come già detto nel mito c’è l’identità dell’essere umano dalla creazione al prossimo rinnovamento. Ma questo non viene minimamente considerato, si pensa che la nostra specie sia comparsa (non si sa ancora come visto che ogni 20 anni revisionano la teoria evoluzionistica ed ogni volta manca qualcosa) 250.000 anni fa. Ci sono però cronache che parlano addirittura di ere precedenti a 250.000 anni fa (ad esempio i Veda) e che vanno ancora più indietro nel tempo. Perché andare cosi indietro se si tratta solamente di racconti ? Perché non accontentarsi delle datazioni bibliche o della presunta data dell’inizio della civiltà? (distrutta puntualmente da scoperte archeologiche molto più antiche) Per il semplice motivo che i miti sono oltre tutto questo.Si tratta del resoconto di fatti antidiluviani (in tutti i sensi) accaduti a popoli che sono i progenitori di quelli attuali. Senza andare per forza a pescare nel mito di Atlantide o Mu-Lemuria, abbiamo di fronte un’eredità senza precedenti riguardo all’origine della civiltà, prima della storia ufficiale. Le tracce sono ovunque, vanno solo messi insieme i pezzi. Questo è uno dei principali scopi del mito, preservare la memoria di questa origine ancestrale. Molti scrittori nelle loro creazioni hanno provato ad immaginare quel mondo ormai lontanissimo forse avvicinandosi molto alla realtà.

D) La chiave di lettura “Spirituale”

Il mondo spirituale non è una piana di nulla sconfinato dove non vige nessuna legge. Probabilmente di realtà spirituale non ce n’è una soltanto, basti vedere le centinaia di interpretazioni che la civiltà umana ha dato di essa. Tutto questo ha delle leggi e delle regole ben precise. Alcune sono note agli uomini altre non lo saranno mai. Quelle conosciute lo sono grazie ai miti, alle leggende, e alle esperienze fatte dagli uomini cosiddetti “sciamani” durante i secoli. Chi ritiene che la razza umana sia un “capriccio evolutivo” e che debba estinguersi (che altro non è che il nucleo del pensiero anti-umano) è soltanto una persona di una tristezza infinita. Siamo nati per comprendere ed elevarci al di sopra della materia. Questo è il messaggio portante di tutte le vere culture, messaggio che viene direttamente dal mondo dello spirito. Per capirlo e aprirne le porte, le vie sono molteplici. Si va dalle esperienze di “pre-morte”, alla meditazione e cosi via. Le esperienze trascendentali servono appunto a sbloccare quella parte di noi che è in contatto con la realtà spirituale. Per iniziare le persone (quelle poche che sono predisposte) a questo, si inizia sempre con un mito o una serie di racconti “iniziatici” che per l’uomo moderno altro non sono che favole…

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Continua nella seconda parte – Le figure mitiche ricorrenti.

 

 

 

 

 

Il difficile rapporto tra le Rune e gli Italiani..

Quando sia iniziata l’attuale “moda” dell’utilizzo delle Rune nel bel paese, non so ben dirlo. Probabilmente è frutto dell’ondata delle correnti New Age (che da noi come sempre è arrivata tardi ma non ha mancato di fare i suoi danni). Personalmente sono arrivato alle Rune tramite lo studio della mitologia nordica (come naturalmente dovrebbe essere). Vidi il mio primo “Futhark” a 24 segni all’età di 14 anni. Da allora, di tutto quello che ho imparato su di esse, avrò si e no divulgato un 5%. Questo per il semplice motivo che le Rune sono un “Segreto sussurrato” un qualcosa di sacro che va custodito e non messo a disposizione di chiunque.

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Perché le Rune non sono per chiunque. Chi ritiene che possano essere usate da tutti è, nella migliore delle ipotesi, un ingenuo. C’è poi il “nobile” new ager che pretende di poter da solo liberare le Rune dall’onta di essere state uno “strumento occulto” delle SS durante il nazismo. La strada per fare questo è ancora molto lunga e di certo, non sarà per merito di chi incide le Rune sulle banane o le mette su piastrine glitterate che le Rune ritroveranno la loro “perduta” (vorrei sapere quando) dignità.

Non scordiamoci poi gli ultimi arrivati, ovvero i “runologi etnici” ovvero coloro che hanno nel tempo tirato fuori “rune etrusche”,”rune cisalpine” “rune celtiche” ecc ecc. Le Rune appartengono alla tradizione Germanica prima,Nordica ed Anglo-sassone poi. Il fatto che esistano scritture con caratteri simili e consimili è un problema dei linguisti (i quali purtroppo sono sempre legati a ciò che dice il mondo accademico).

Quello che tratterò in questo articolo è soprattutto l’abuso che si fa delle Rune nel nostro paese ,ignorando completamente o facendo finta di ignorare uno dei loro aspetti più importanti. Ma prima di arrivarci è bene esplorare l’italico suolo. Questo una volta, tanto tempo fa era il paese della cultura,delle arti (anche quelle “magiche”) della conoscenza applicata alla vita quotidiana. Oggi i Maestri di Rune spuntano come funghi e sono molto difficili da estirpare o da far desistere nei loro intenti. Altrettanto difficile è capire da dove gli arriva tutta questa conoscenza e queste “nozioni note solo a loro” perché rivelate da fantomatiche entità o da qualche canna di troppo.

Ciò che mi viene da dire a queste persone (tolta l’enorme quantità di insulti e bestemmie di corredo), dopo un adeguato esercizio di autocontrollo è: Ma voi, siete cosi sicuri delle vostre affermazioni e di quello che pretendete di “insegnare” a cani e porci ? Siete per caso in diretto contatto con Odino visto che vi spacciate per “Sciamani runici”, “Operatori quantici” (ci manca poco). Dove e come avete studiato tutte queste cose? In quanti anni? Le avete apprese tramite “reminiscenza” ? Magari spiegatele cosi uno non si ammazza quindici anni a studiare,cercare testi, confrontarsi con persone SERIE ecc ecc no? Basta dire che si usano le Rune per non pagare l’IMU e và tutto alla grande!

Va bene,ammettiamo per un minuto (uno solo) che prenda tutte queste realtà con filosofia (cioè con ignavia ) e passi sopra a tutto questo. Rimane sempre l’interrogativo principale: Con 250 ricchi euro che si chiedono a persona, COSA INSEGNATE ? A VOLARE? 

Per nostra (e soprattutto vostra) fortuna, esistono delle rare persone che sono a tutti gli effetti dei Runologi-Ricercatori molto seri anche in Italia (si contano su una mano, forse). Queste persone, sono tutt’altro che show-man o guru. Si tratta di persone che nutrono una vera passione per l’argomento e sono rimasti folgorati e segnati (in alcuni casi letteralmente) dalla via runica e ne portano avanti gli insegnamenti e la grande saggezza che ne deriva. Anche loro, fanno corsi e seminari, ma in questo caso non esiste la politica “cani & porci”. Sono eventi spesso a numero chiuso e con una selezione accurata dei partecipanti. Qui qualcuno potrebbe obiettare che cosi facendo si creano delle elitè. Come ho detto prima però, gli insegnamenti runici non sono per tutti.

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Concludendo,mi rivolgo a chi vuole studiare le Rune in modo serio e coscienzioso. Iniziate a studiare le basi partendo dai miti nordici e dalle saghe. Da li potrete poi passare ai vari autori esteri : Nigel Pennick, Eadred Thorsson e Freya Aswynn. Ma non crediate che con questi la cosa sia finita li. Lo studio delle Rune dura tutta la vita e nessuno è mai veramente “arrivato”. La pratica nei vari utilizzi spetta a voi con tutti gli errori e i piccoli progressi che si fanno lungo la via. Non scordate però la cosa più importante in assoluto: Per potere utilizzare appieno le Rune bisogna essere profondamente devoti alle divinità nordiche.Questa è la vera regola d’oro per poter accedere a questa via spirituale. Un dono per un dono.

P.S.: Se talune persone possono sentirsi offese dai contenuti di questo articolo, li invito cordialmente ad occuparsi di altro. Il mondo non ha bisogno di voi.