Recensione: Le cronache dell’ Acciaio – Carlo Da Prato

Daprato

La storia di questa recensione risale al lontano 2007 durante il Festival Lucca Comics & Games. Non fu un caso incontrare l’autore il quale, ci riconobbe subito come amanti della cultura norrena visti i nostri costumi da vichinghi e ci invitò a partecipare alla presentazione del suo primo poema epico imperniato dalla cultura norrena: Le Cronache dell’Acciao. Un libro che mi ha ispirato non poco negli anni a venire, soprattutto per le tematiche trattate,molto vicine al mio vissuto personale e al mio modo di vedere la vita e soprattutto la responsabilità. Carlo Da Prato stesso, in quel clima magico ed irripetibile, vergò queste parole come dedica sulla mia copia del libro:Ai fratelli di sangue del Valhalla Viking Victory “ Da allora è trascorso molto tempo, ma siccome ogni promessa è debito, adesso finalmente questo libro viene da me recensito.

Quando il cielo si spegne lentamente nell’oscurità della notte

mi fermo per un attimo sotto il secolare frassino ad ascoltare

il respiro degli dèi…”

Cosi comincia il poema, che narra la storia di Eldir, esule dal regno di Sthorvoll assoggettato al volere di un tiranno vile che con l’inganno e l’infamia ha destituito il legittimo Re . Sarà compito di Eldir ristabilire l’antico splendore della sua amatissima patria, secondo la legge di Tyr e i dettami dell’acciaio. Compito non facile per il giovane che dovrà prima vincere i suoi demoni interiori e le sue titubanze per poi tirare fuori il guerriero e soprattutto l’eroe votato al sacrificio che il suo popolo attende.

Tutta l’opera è un grande omaggio sia alla cultura nordica e ai poemi come Beowulf che alla letteratura Sword and Sorcery di cui Robert E. Howard è stato il massimo esponente. Ma questa non è che la cornice del messaggio che l’opera vuole portare al lettore. “Le cronache dell’Acciaio” rappresenta un fortissimo richiamo alla forza interiore,a quell’energia sacra necessaria per compiere grandi imprese o soltanto per cambiare quello che non va dentro di noi.

La corona di ferro del regno di Sthorvoll non è tempestata di gemme ne ricca di intarsi, si tratta invece di un cimelio frastagliato dai secoli e dalle difficoltà che i suoi possessori hanno dovuto affrontare. Non è la corona di un conquistatore o di un massacratore di popoli, bensì la corona di uomini dediti alla difesa del proprio regno e dei più deboli. Governanti di tempi andati e remoti che mai come oggi il mondo necessita.

Questo perché l’autorità nel mondo nordico-germanico arcaico non era intesa come assoluta e “divina”, ma era uno strumento esercitato dagli uomini per gli uomini,dove spesso il Re si sacrificava per il bene comune. Un concetto ormai lontanissimo, in un mondo in cui chi è schiavo del sistema vuole esserlo sempre di più e dove le persone vere sono additate come pazze e sovversive.

Le cronache dell’Acciaio” dunque non è solo un poema epico ma è anche un grido contro il caos strisciante e la depressione cronica di questi tempi. Un invito a prendere la propria vita in mano e lottare con onore fino alla vittoria. Perché una vita senza lotta e senza vittorie è una vita vuota e sprecata.

Non ringrazierò mai abbastanza Carlo Da Prato per aver scritto questo poema. Esso mi accompagna sempre quando viaggio o nei momenti bui. E’ una sorta di talismano,la cui potenza risiede nei versi li vergati che hanno il potere di risvegliare sempre l’animo guerriero che risiede in ognuno di noi.

http://www.delbucchia.it/libro.php?c=108

Recensione: Il Risveglio dei Lupi di: Alessandro Fusco (terzo volume della saga del Sole di Alur)

cover

Il Risveglio dei Lupi è il primo romanzo fantasy di cui ho il piacere di fare la recensione. Se esiste un vero scrittore di Fantasy in Italia, questi è proprio Alessandro Fusco. Questa valutazione potrebbe sembrare azzardata e addirittura “facinorosa”, ma quello che emerge dalle pagine del romanzo me lo conferma ad ogni virgola.

Innanzitutto: La lezione del Professore

Fusco ha appreso alla perfezione la lezione dell’emerito professore di Oxford che tutti amiamo e conosciamo. Il mondo baciato dalla luce di Hérion è credibilissimo e viaggia come una macchina ben oliata i cui ingranaggi sono stati realizzati dai mastri nani più abili e sapienti. Raramente si trova un’ambientazione che seppur molto classica (ci sono elfi,nani e quant’altro)riesca a reggersi con le sue gambe senza che l’autore debba continuamente creare situazioni-limite o far avverare profezie e cataclismi ogni cinquanta pagine.

L’ambientazione e la narrazione

Un ottima costruzione medioevale-fantastica con un solido mondo “feudale” dove vi sono culture distinte anche se con molte similitudini(non mancano ovviamente le lingue ben studiate e mai banali), intrighi di palazzo cinquecenteschi tra i “poteri forti” ,gesta eroiche, combattimenti veloci e violenti ma mai eccessivi e “splatter”come invece vanno tanto di moda oggi. Eleganza nella narrazione sempre e comunque, con un equilibrio nei colpi di scena che è sintomo di una maturazione stilistica acquista negli anni.

Cosa non facile da trovare in un settore ormai inflazionatissimo dai baby-autori che non fanno che inondare le librerie con le loro crisi adolescenziali mascherate da epopea (o peggio ancora l’urban fantasy).Si perché per essere narratori, bisogna avere qualcosa da raccontare, aver vissuto nel vero senso della parola. E il vissuto di uno scrittore si riflette sempre e comunque nelle sue opere.

Molto piacevole infine trovare una “mini-saga” di stampo nordico a presentare il popolo di Valhakir, neanche a dirlo dei veri e propri “vichinghi fantasy” molto vicini al vero spirito dei guerrieri dei fiordi e molto più veritieri delle fiction odierne.

La valutazione finale

C’è ben poco da aggiungere a questa recensione se non che autori come Alessandro Fusco, andrebbero supportati e difesi come il fosso di Helm. Il fantasy è una creatura delicata e multiforme che risente troppo dell’emotività collettiva e delle mode volute da chi di fantasy non ne capisce assolutamente nulla tranne il lucrarci sopra. Mancano autori carismatici che non prendono in giro il lettore ma che invece lo vogliono come un componente della “famiglia” di appassionati a questo genere. Vi invito dunque a procurarvi tutta la saga del Sole di Alur per arricchirvi di questa ottima esperienza fantasy tutta made in Italy.

Voto: 8,5

Note biografiche

 

Alessandro Fusco è autore di romanzi, racconti e poesie. Creatore del mondo immaginario di Ferhaven, ha esordito nella narrativa per ragazzi con la saga Il Sole di Alur (La Sesta RegolaIl Custode del Tramonto, Edizioni Il Ciliegio 2012-2013) e pubblicato diversi racconti fra cui Playback(Autori per il Giappone, premiato al Concorso Nazionale “La Biblioteca d’Oro” 2012), La nouvelle Clarimonde (per l’antologia Sussurri dal Cuore e dalle Tenebre, Butterfly Edizioni 2012), L’esprit de l’escalier (per l’antologiaEvaporismi, La Mela Avvelenata 2014), Come nasce una leggenda (per l’antologia Sangue di Drago, I Doni delle Muse 2014). Disponibili su Amazon Kindle e Kobo Books Store, oltre alla sua antologia di poesie e fotografie D’Amore e di Follia, meritevoli di molti riconoscimenti, anche il racconto cyberpunk Sconnessione, una prima raccolta di storie brevi dal titolo Racconti d’Oblio e il racconto del terrore La casa delle falene. Dal 2014 ha dato vita al collettivo indipendente Specchio Nero con cui pubblica attualmente Il Sole di Alur e altre storie insieme a diversi collaboratori.

http://www.specchionero.net/

Recensione : Il Portatore di Corni – Saga dei Regni del Nord

Un uomo potrà sSagaempre dirsi ricco se qualcuno un  giorno disegnerà la storia delle sue gesta, affinché vengano ricordate. Quest’uomo potrà sicuramente dirsi ricco!”

(Citazione dal film “Il 13° guerriero”)

Recensire un’opera del genere non è affatto facile. Specialmente se è la prima recensione del proprio blog e ci si sente in qualche modo come se fosse una “prima volta”. L’opera di Fabrizio Corselli(classe 1973) poi, non è quello che potreste aspettarvi di trovare negli ebook-store o in libreria. Si tratta letteralmente della realizzazione di un’impresa,degna delle esplorazioni dei vichinghi nell’anno 1000. Si perché coniugare la poesia degli scaldi, fatta di rime baciate e numerose e sfavillanti Kennigar con le atmosfere fantasy a cui ci ha abituato Tolkien,alle soglie del 2015, è tutt’altro che un esercizio di scrittura creativa. Il Portatore di Corni – Saga dei Regni del Nord è un poema epico a carattere dark fantasy. Scritto nell’unico modo in cui un poema del genere potrebbe essere vergato, se il mondo fantasy dove si svolge, esistesse davvero. Lezione che il Corselli ha imparato dall’emerito professore di Oxford e fatta sua nel più mirabile dei modi. Ma attenzione, l’opera per chi non è troppo avvezzo ai poemi può risultare ostica come lettura. Chi è abituato al fantasy “user-friendly” moderno,difficilmente potrà apprezzarne la ricchezza e le sfumature. Ma le numerose e completissime note e l’appendice a corredo dell’opera sono utilissime per la comprensione del testo e rendono l’esperienza della lettura ancora più reale trasportandoci nei reami descritti dall’autore.

La saga canta di Brienjern Hollfarris, poeta-guerriero, affiancato dalla sua fidata ciurma di arcieri tevarrin e dai suoi due grandi amici – Hengherest,manipolatore di rune e Wurthan, un guerriero dei lupi solcano i mari delle terre del Nord in cerca d’avventura e ricchi tesori da saccheggiare.

Salpato dal porto di Norgrad con la sua Antjria e un altro manipolo di quattro adrimar, le navi-drago, Brienjern Hollfarris si spinge a Ovest, oltre il mare di Skjrd, nel tentativo di ricercare l’isola di Belphrag, ove ha sede l’Hyrfwald, “La grande Sala dell’Idromele”. Senza spoilerare ulteriormente, l’invito è quello di calarsi nella lettura come se si fosse al seguito di Brienjern, magari con un sottofondo musicale adeguato, lasciandosi trasportare dal ritmico sciabordare dei remi delle navi mentre impavidi ci si spinge verso l’ignoto…

Essendo la prima recensione del blog, non esprimerò un giudizio misurabile da 1 a 10 o con altri metodi di valutazione più o meno ortodossi. Anche perché l’opera in questione esula abbondantemente da moltissime produzioni a cui siamo abituati oggi.

Il Portatore di Corni – Saga dei Regni del Nord è una saga “tirannica” che richiede tutta la nostra attenzione di lettori ed anche una certa preparazione letteraria per essere gustata al meglio. Nell’attuale panorama della letteratura fantasy italiana, quest’opera rappresenta se non un faro, quantomeno una stella fissa che ci guida verso una determinata rotta. Non è infatti nel cercare l’innovazione a tutti i costi(che produce mostri letterari sia nella trama che nella resa finale), ne nel copiare le fotocopie sbiadite e malconce dei grandi autori del passato che questo settore, pieno invece di autori brillanti, potrà dire la sua nell’affollatissimo panorama internazionale. Il Corselli dunque ha meritato il plauso della folla nella sala dell’Idromle…in alto i corni! Skål!

 

Note sull’Autore

Fabrizio Corselli definito dalla critica “Il Cantore di Draghi, unico e indiscusso bardo italiano” è un noto scrittore di poesia a carattere epico-mitologico e un saggista.

Nato a Palermo nel 1973, vive e lavora come educatore a Settimo Milanese. In qualità d’insegnante di Composizione poetica, a partire dal 2001, cura a livello didattico una serie di progetti letterari e Workshop volti a promuovere la poesia presso scuole, biblioteche, librerie e associazioni.

Diverse le pubblicazioni su riviste del settore (Saggi su Poesia ed Estetica) e le collaborazioni con case editrici in qualità di consulente in materia poetica.

Diverse anche le collaborazioni con Associazioni internazionali e note personalità dello spettacolo.

Esperto di Improvvisazione orale a carattere epico. Diversi i laboratori tenuti riguardo alla poesia orale e alla tecnica di composizione poetica (legata all’oralità).

È autore del primo poema fantasy italiano dal titolo Drak’kast – Storie di Draghi, a cura di Edizioni della Sera di Roma. Presso la stessa dirige la Collana Hanami (poesia haiku).

Altre pubblicazioni: l’Eredità di Dracula – Liriche gotiche sull’Amore oltre il Tempo (Edizioni della Sera, 2014), in qualità di curatore editoriale; l’antologia Autunno – Haiku (Edizioni della Sera, 2013), in qualità di curatore editoriale; l’opera tematica Nibelung e il Cigno nero (Linee Infinite Edizioni, 2013); l’opera erotica Enfer (Ciesse Edizioni, 2013); il poemetto Il Canto del fuoco presso l’antologia collettiva La Biblioteca dell’Immaginario (GdS Edizioni, 2013); l’antologia Inverno – Haiku (Edizioni della Sera, 2011), in qualità di curatore editoriale.

Sito personale: www.fabriziocorselli.eu

Blog personale sulla Poesia: www.lantrodellemuse.com

Blog de Il Portatore di Corni (Poema fantasy):

http://ilportatoredicorni.wordpress.com/

Sito Il Portatore di Corni – Saga dei Regni del Nord:

http://www.lamelavvelenata.com/product/il-portatore-di-corni-saga-dei-regni-del-nord-fabrizio-corselli/

Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=FO3CDzoLh5E

Progetto Saga sito:

(per la diffusione culturale dell’improvvisazione orale a carattere epico)

www.progettosaga.wordpress.com