Operation Werewolf : 10 domande per comprendere…

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Operation Werewolf è un movimento affermatosi negli ultimi anni e che propone uno stile di vita totalmente fuori dagli schemi. Sin dagli albori è stato sottoposto a pesanti critiche e accuse di estremismo. La verità ovviamente è ben diversa e per comprenderla ho intervistato il mio amico Leo Hjart,fondatore e “Kommandant” del primo Chapter di Operation Werewolf in italia .

  • Innanzi tutto : Cosa è Operation Werewolf ? Quali sono gli scopi di questo movimento? Com’è strutturato?

Come prima cosa tengo a specificare in modo estremamente chiaro che risponderò a queste domande in quanto Kommandant e Operative della divisione Dire Dogs. Operation Werewolf esalta l’individualismo e incoraggia i singoli a personalizzare la propria divisione sotto ogni punto di vista. Non parlo in nome di altre divisioni, tantomeno dei creatori di questa iniziativa. Chiariamo subito dicendo che Operation Werewolf non è un’organizzazione, ma uno stile di vita. Operation Werewolf non ha scopi al di fuori del suo corpus stesso. Non siamo qui a invogliare la gente a unirsi a noi, tantomento siamo qui a far numero. Faccio prima a dire cosa non è Operation Werewolf: Non è politica, Non è religione, Non è un’organizzazione con fini rivolti verso la popolazione. Operation Werewolf è un pugno diretto in faccia a tutte le istituzioni e ai partiti moderni, è una guerra totale contro gli standard di vita e valori promulgati dal modernismo. Operation Werewolf è nata in America, e punta ad essere un entità che vive e respira tramite i proprio membri. In tanti si chiedono come sia possibile non definirsi un’organizzazione ma al contempo definirsi ‘’membri’’, o meglio Operativi, come ci identifichiamo. E’ molto semplice: essendo uno stile di vita che richiede alti standard psico-fisici e spirituali, OW fa di questi standard un’automatica difesa immunitaria: se non ti trovi d’accordo con qualcosa di ciò che siamo e facciamo, non ne farai parte di tua iniziativa. OW è in parte biker club, in parte ordine esoterico, in parte fight club, in parte fuorilegge, e molto più di tutto ciò. Per diventare un Operative devi accettare e combattere ogni giorno fisicamente, spiritualmente e mentalmente, conoscere membri di questa tribù, confrontarsi, dimostrare il proprio valore. Siamo apertamente ‘’spirituali’’ nel senso che ogniuno di noi segue una via mistica di qualche tipo. In molti applicano i principi del politeismo germanico/norreno, ma non mancano influenze da molti altri pantheon, io per esempio nei Dire Dogs faccio spesso uso di simbolgie provenienti dal Tengrismo. Ma ripeto: parlo solo per la mia divisione, e ogniuno dentro questo ideale è libero di seguire spiritualmente ciò che vuole, se in linea con ciò che promuoviamo. Molte associazioni politeiste moderne usano simboli di guerra, li vedi ogni giorno su facebook o su twitter a pubblicare messaggi aggressivi con foto di guerrieri vichinghi e cose del genere, e subito dopo a gridare per la democrazia, la pace e l’utopia di un mondo dove tutti sono fratelli. Noi siamo i primi a ridere in faccia a questa gente, e siamo i primi a essere criticati da questa gente: sappiamo bene chi erano i nostri antenati, ed evidentemente spaventa il fatto che qualcuno su questa terra si atteggi con arroganza e mascolinità per prendere ciò che vuole e vivere una vita degna di essere vissuta, tramite principi spirituali e mentali adatti a combattere un conflitto. E ben venga pure quello sul piano fisico. Operation Werewolf si definisce fuorilegge anche per questo: un fuorilegge accetta il proprio istinto, cresce nel buio dell’ignoranza e della mediocrità generata da chi lo circonda e infine emerge, senza paura di fidarsi del suo istinto e senza paura di fare qualsiasi cosa per diventare e ottenere ciò che ritiene giusto. La cosa più vicina alla struttura per Operation Werewolf è il Werewolf Command, una divisione fondatrice americana che approva le altre divisioni e fornisce linee guida su quello che è questo ideale. Le divisioni sono organizzate in modo simile ai Biker club ma ogni divisione è al contempo stimolata ad usare una propria simbologia, ad elevare i suoi membri e ad autogestirsi, sia ritualmente che a livello di moot e allenamenti. Ci vuole molta forza di volontà ma si diventa dei bastardi duri a morire sai? Dopotutto il nostro nemico principale è la debolzza, in ogni forma e in ogni dove.

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2)Come è stata accolta la tua richiesta di aprire il primo Chapter italiano? Quali requisiti sono richiesti?

Molto bene devo dire. Ho conosciuto il fondatore via internet e cominciai tempo fa a chiedere informazioni e a partecipare attivamente a discussioni varie. Diventai un Solo Operative nel giro di poco tempo adattandomi a questo stile di vita, comprendendo che in realtà fu lo stile di vita ad adattarsi a me: questo è Operation Werewolf, rendersi conto di far parte di un tribù di uomini e donne che scelgono di vivere attraverso determinati standard. Il requisito principale è essere coerenti con questo modo di essere: allenare duramente il proprio corpo, svolgere quotidianamente esperienze spirituali mettendosi in gioco, rischiare, diventare lupi tra pecore. Combattere ogni giorno per diventare sempre più forti, dentro e fuori, totalmente inarrestabili, forgiare la propria volontà come fosse acciaio e sporcarla di sudore e sangue. Dopo aver trovato due miei vecchi e fidatissimi amici, fratelli in linea con questi standard, e dopo aver informato il Werewolf Command delle mie intenzioni, abbiamo deciso di svolgere un rituale di iniziazione , quello che chiamo WolfOath, con ovviamente combattimenti rituali di mezzo, per provare il nostro impegno e la nostra volontà di costruire qualcosa di forte, grande e pericoloso. Dopo aver documentato la cosa la Division è stata approvata in poco tempo. Abbiamo ricevuto grandi soddisfazioni e approvazioni.

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3) L’apertura del primo Chapter italiano comporta sicuramente grande impegno e responsabilità. Come intendi affrontarlo e qual’è il tuo messaggio per le persone che pensano di poter entrare a farne parte?

 

Lo è eccome, tuttavia è uno stile di vita che seguo ogni giorno meticolosamente, ma non sforzandomi, bensì perché è il mio obbiettivo, ho semplicemente trovato una tribù di persone forti che mi stimola e mi ispira a perseguire questo standard. Per cui mi viene naturale pensare ed organizzare qualcosa per OW. Lo affronterò con pugno d’acciaio e volontà ferrea assieme ai miei fratelli ovviamente. Il mio messaggio è molto semplice: non perdete un signolo minuto del vostro tempo, combattete, sputate sangue, fatelo sputare, mettetevi in gioco e puntate a diventare macchine da guerra dalla volontà ferrea, dal fisico indomabile e dallo spirito indissolubile, uno spirito talmente forte da far tremare anche le radici della terra, tirate fuori le palle e fate capire a sto cazzo di mondo che fa bene ad aver paura di ciò che non conosce. Noi abbracciamo apertamente il sacrificio, la morte, la mascolinità, e veneriamo la violenza come risposta ultima se è questo ciò che è necessario. Tutto ciò perché ci piace vivere. E a guardare quella massa di zombie lì fuori, in un era come questa siamo fieri di essere e sembrare i cattivi, se la gente pensa questo: molto meglio andarsene ed essere ricordati come dei despota e dei saccheggiatori, dei reietti e dei fuorilegge, piuttosto che non essere ricordati.

 

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4) L’Italia è un paese molto strano e molto contraddittorio. Il modus vivendi proposto da O.W. Risulta essere quanto di più lontano dallo stile di vita di questo paese, anche delle persone considerate più estreme e alternative. Ritieni che quello che voi proponete possa essere uno sbocco per chi ricerca una vita vera lontana dagli stereotipi ai quali siamo purtroppo abituati?

Dipende da ciò che si intende per ‘’vita vera’’. Io amo la vita. La amo immensamente. Proprio per questo amo anche la Morte, Hel, Ecate, Erlik, come volete chiamarla. Se qualcuno cerca conoscenza tramite il contatto con le entità naturali, tramite il contrasto fisico violento, tramite il sudore che ti fa diventare più forte, tramite sana competizione, sì, è assolutamente uno sbocco, ma non può essere un passatempo, deve essere il tuo modo di vivere, il tuo modo di arrivare ai tuoi obbiettivi, alla gloria. Sai, pochi giorni fa ricevetti un messaggio meraviglioso: una mia amica che abita in un altro stato, totalmente ispirata da ciò che promuovo, mi ha detto che è disposta a venire fin qui per allenarsi e compiere avventure assieme a noi. E nonostante le feci presente che anche nel suo stato c’è una divisione attiva vuole comunque venire fin qui. Questa fu un enorme soddisfazione per me.

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5) Per esperienza personale so che le persone mal digeriscono le regole e meno che mai l’autorità. Questo a causa dell’inarrestabile perdita di valori nell’occidente e dell’annullamento da parte della società della figura del “padre”. Come viene gestito tutto questo all’interno di O.W. ?

Ah, domanda interessante. Sai, modernamente ormai la mascolinità è qualcosa da condannare, da demonizzare e svalutare, è un ingrediente ormai scomodo per la società occidentale, trasformata in una parodia di ciò che dovrebbe essere l’archetipo femminile. Viviamo ormai in una società completamente effemminata, ci costringono ad essere accoglienti verso ogni forma di ideologia, purchè moderata. Ci viziano in ogni modo tramite tecnologia, moda, mass media, religione, ci trasformano in un gregge perfetto. Non so te, ma io mi sono rotto i coglioni di guardare al ‘’popolo’’, quando esco di casa ciò che provo è rabbia e nient’altro, dovrei combattere e svegliare la massa di deficienti e pecore che gioiscono nel crogiolarsi in mediocri e frivoli passatempi tramite mode, tecnologie e stili di vita che non portano a nulla se non all’appiattimento totale dell’animo umano? No, assolutamente no. Di questa gente non mi importa, mi importa solo della mia tribù, delle persone che amo, di arrivare ai miei obbiettivi. Essendo una tribù fondata su principi ‘’guerrieri’’ per quanto non mi piaccia usare questa parola molto comune, gli standard maschili sono molto alti, facciamo della nostra bandiera la potenza sia interna che esterna, è una tribù guidata da uomini perché insomma, guarda fuori, è tempo di guerra. Siamo in guerra con il mondo. ‘’Fanculo il loro mondo’’ è uno dei nostri motti. E non è certo messo lì a caso: noi puntiamo a costruirci il nostro di mondo, un mondo dove dentro la nostra tribù i due sessi si completano e si alimentano, dove le nostre donne sono felici e liberi, dove i nostri uomini sono leali, forti e coraggiosi. Abbiamo un assoluto rispetto per la figura femminile, e chi non vuole capire faccia pure a meno: sto già ridendo all’idea di qualche coglioncello da tastiera che già si sta facendo venire le vampate ipotizzando sessismi di qualsiasi tipo, tirate due pugni ogni tanto, se non vi passa provate qualche farmaco per le mestruazioni. E parlo anche ai maschi ovviamente.
Da noi comanda il più forte, il più capace a trasmettere ispirazione e saggezza, che sia uomo o donna non ci importa. Certamente siamo molto fieri della nostra mascolinità, e non ce ne vergognamo davanti a nulla. Ormai nella società moderna non si capisce se ci sia parità dei sessi o meno, francamente non ho tempo da perdere su puerili discussioni portate avanti da masse di persone frustrate. Io so solo che amo e rispetto la mia donna, come rispetto e tratto da pari qualsiasi altra persona che ritengo degna di ciò.

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6) Sicuramente, vista anche la simbologia scelta, O.W. Sarà stata accusata di estremismo da parte dei soliti idioti. Secondo te cosa spaventa di più queste persone ? I simboli o il fatto che esista ancora qualcuno in grado di metterli davanti alla vera realtà dell’essere umano?

L’istinto dell’essere umano è far gruppo, gang, tribù. L’anarco-tribalismo, come mi piace definirlo sebbene sia un termine troppo vago e poco chiaro, è la natura dell’uomo, ma una cosa del genere spaventa chiunque. Beh, ben venga. Siamo molto fieri delle accuse che ci arrivano. Significa che la nostra tribù fa paura, spaventa. Sai meglio di me che questo genere di cose era all’ordine del giorno un tempo. Pensa ai nostri antenati Longobardi: mettevano in giro dicerie su guerrieri dalla testa di lupo e cane per spaventare le popolazioni vicine e abbassarne la morale. Per noi è così anche oggi, ma lascia che ti dica che passiamo ogni singolo giorno ad impegnarci nell’’homo homini lupus’’. Non perdiamo tempo a mettere in giro voci: noi ve lo dimostriamo ciò che siamo. Ciò che spaventa queste persone deriva dalla loro ignoranza. Se pensano che rune e simboli vari siano prerogative del nazismo affari loro, non mi importa, più mi stanno distanti e meglio è. Tuttavia, penso che tu abbia individuato la realtà dei fatti nella tua seconda domanda: noi seguiamo il nostro istinto, e siamo ciò che vogliamo essere, anche esteticamente tentiamo di esprimere ciò che siamo dentro, sotto la pelle. E ciò fa paura, perché se davvero accettiamo l’istinto umano e lo portiamo a galla in una società fatta di personalità costruite con l’iphone e la televisione, quando ti guarderanno negli occhi crederanno di essere faccia a faccia con un animale, solo perché secondo la loro visione delle cose l’essere umano dev’essere tale quale a loro. Ben inteso: un animale grosso e pericoloso. Colgo l’occasione per ripeterlo: non mi importa se sono spaventati, chi sarà affascinato e ispirato da noi si unirà alla tribù. Chi è spaventato diventa preda.

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7) Sul sito ufficiale di O.W. E’ presente la sezione COACHING. Quanto è importante il lavoro su se stessi, al di là degli scopi dell’organizzazione?

Fondamentale. Per noi spirito e corpo hanno la medesima importanza. Nonostante la realtà tribale noi stimoliamo l’individualismo tra gli operativi. Il singolo è fondamentale. So che apprezzi molto la figura di Conan il Barbaro se non sbaglio, vero? Bene, è uno delle nostre icone, superficialmente parlando (risata).
Un uomo che allena il proprio fisico assieme al suo spirito ne allena anche la mente, e queste tre cose sono fondamentali per un guerriero: se te ne manca una, dentro di te hai una carenza a cui devi lavorare. Questo è ciò che pensiamo. I fondatori di questo stile di vita sono appassionati di lifting e arti marziali, dunque è nata la sezione coaching, tuttavia non è certo obbligatorio staccare pesi da terra o darsi al bodybuilding. Io per esempio dedico il mio corpo alle arti marziali e a sistemi di difesa personale da anni, i pesi li tocco poche volte. L’importante è allenare in un modo o nell’altro il proprio fisico al conflitto: la tua volontà è la forza motrice essenziale e principale, ma se la tua arma è di buona qualità, beh, il tutto funziona meglio. Dunque il lavoro su sé stessi è assolutamente fondamentale. Il fisico deve essere sempre pronto. Basti pensare ai nostri rituali: la costante è il combattimento dopo ogni tipo di sacrificio.

8) A Myth, Not A Movement. Questa frase campeggia nella sezione “War Journal” del sito di O.W. . Questo lascia intendere che il tutto abbia le sue radici nella tradizione e nel mito. Ritieni che questo possa essere ancora di ispirazione al giorno d’oggi, dove i media continuano a mistificare la tradizione europea (vedasi l’ultima trasposizione del Beowulf)?

Noi puntiamo a quello: al mito. Puntiamo alla Leggenda, che alcuni di noi diventino eroi o villains poco ci importa, l’obbiettivo è la gloria. Dunque è grazie a questo stile di vita che troviamo la nostra spada, la nostra arma mitica per arrivare alla realizzazione dei nostri scopi. Il mito e la tradizione (secondo me) sono assolutamente due delle nostre radici, senza il mito non potrebbe esserci l’ispirazione, senza la tradizione non potrebbe esserci una linea guida e un ricordo che ci spinga ad essere forti come furono gli antenati che ci diedero un nome, un cognome e un tetto sopra la casa. Si penso possa essere ancora d’ispirazione per qualcuno ancora disposto ad ascoltare. Ma quanti lo sono? Gli archetipi descritti dai miti sono figure da emulare, da combattere, da cui trarre ispirazione per entrare nel mito stesso. Il fatto che la gente rida di tutto ciò fa pensare, fa capire che la natura dell’uomo è ormai addomesticata e appiattita. Non so se il mito in sé possa essere una soluzione se promulgato su larga scala. Io mi accontenterei di piazzare un pugno in faccia alla gente giusta, non so te.

9) L’Italia è purtroppo un paese di fresconi che vengono sfruttati e di ciarlatani che campano sulle loro spalle. Ritieni che O.W. Possa essere copiata da qualcuno con scopi tutt’altro che onorevoli ?

Difficilmente. Abbiamo standard che nella media, gente con scopi poco onorevoli non riesce assolutamente a seguire. Il nostro obbiettivo è abbattere ogni debolezza: un vile è di per definizione un debole. Di conseguenza un figlio di puttana a caso verrebbe identificato nel giro di poco tempo, e i vari Kommandant sono approvati dal Werewolf Command, un ente che sa bene con chi ha a che fare.
La ruota gira per tutti, ma è bene tenere le orecchie ben aperte.

10) Concludendo,puoi dirci quale sarà la politica di O.W. In europa e cosa farete voi Dire Dogs nel prossimo futuro? Grazie per il tempo che ci hai dedicato, alla prossima!

Ci tengo di nuovo a precisare in conclusione: parlo per me e la mia divisione, essendo l’individualismo parte integrante di questo stile di vita, ogniuno può essere differente nell’affrontarlo e migliorarlo, scegliendo strade diverse nell’organizzazione e spiritualmente parlando. Ci sono svariate Division attive in Europa, soprattutto al Nord, centro e nell’est. La nostra politica è molto semplice amico mio: abbattere ogni debolezza, diventare più forti giorno per giorno, essere i predatori, i razziatori di questa vita e arrivare di fronte a Sorella Hel con un bel sorriso beffardo. E sbattercene altamente le palle di chiunque perda tempo a criticarci a parole senza dimostrare nulla: perdono secondi preziosi della loro inutile vita. Ed è quello che faranno i Dire Dogs, diventare migliori giorni per giorno accogliendo solo il meglio del meglio tra le proprie fila. Più della metà degli operativi della mia divisione ha esperienza militare, la totalità del gruppo pratica arti marziali (ogniuno di noi più di una) e survivalismo, e ogni giorno ci impegniamo a migliorare le nostre capacità. In un mondo dove la depravazione, la debolezza, la frivolezza e il materialismo sono all’ordine del giorno, non ci resta che accettare di buon grado il fatto di essere i cattivi.
Grazie a te

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Le immagini fornite riguardano soltanto la Divisione Dire Dogs o sono state create dai suoi Operativi. Il TotenWolf è invece il simbolo principale di Operation Werewolf.

Leo Hjart, Venezia, classe 1991, Nato sotto la mezza luna. Frequenta regolarmente le scuole fino al diploma, si trasferisce in Svezia per un breve periodo e fa ritorno in Veneto dove lavora come Designer e Illustratore. Rievocatore storico nell’ambito longobardo e avaro ha dedicato e dedica il suo tempo alle arti marziali (mma, boxing, self defence), all’allenamento fisico, alla spiritualità e alla storia, è l’attuale Kommandant della prima divisione di Operation Werewolf sul suolo italico, i Dire Dogs.

 

I misteri dell’archeoastronomia: Intervista al Dott. Adriano Gaspani

Il Dott. Gaspani

 Adriano Gaspani,nato a Bergamo, il 23 Marzo 1954, vive a contatto delle natura, in un luogo isolato e impervio tra le montagne dell’alta Valle Brembana, nel Bergamasco. Dal 1981, fa parte dello staff dell’Osservatorio Astronomico di Brera (Milano), afferente all’I.N.A.F. (Istituto Nazionale di Astrofisica – Roma). Membro della S.I.A. (Società Italiana di Archeoastronomia) sin dalla sua fondazione, svolge le sue ricerche nel campo dell’Archeoastronomia con particolare riferimento ai periodi protostorico e medioevale in Europa e relativamente al perfezionamento delle tecniche di rilevamento dei siti archeologici di rilevanza astronomica e dell’analisi dei dati raccolti.



Innanzitutto, ringraziamo il Dott.Gaspani per la sua disponibilità a questa intervista e cominciamo subito con le domande.

1)In questi anni di studi dedicati all’osservazione del cielo da parte di popolazioni ritenute dai più “barbariche”come Celti,Germani e Vichinghi, quale idea si è fatto di questi popoli e secondo lei da cosa nasceva il profondo bisogno di avere una cosi accurata conoscenza dei moti astrali?

A.G.

L’osservazione del cielo e dei suoi fenomeni è iniziata in tempi estremamente remoti. L’archeologia mostra reperti oggettivi di computo lunare già dal 30000 a.C., quindi nella fase finale del Paleolitico, probabilmente destinati alla misura del tempo ai fini della caccia e della ritualità, che peraltro non conosciamo. E’ però nel Neolitico che avvenne la trasformazione dell’economia in seguito all’introduzione dell’agricoltura e allora l’osservazione del cielo e dei suoi fenomeni diventò un elemento indispensabile per la pianificazione dei lavori agricoli. E’ intorno all’inizio del V millennio a.C. dopo che la pratica dell’agricoltura si e’ diffusa sul territorio centro europeo che assistiamo ad un fenomeno molto interessante rappresentato dalla costruzione dei megaxili, cioè strutture dotate di sofisticata geometria circolare e/o ellittica, analoghe alle strutture megalitiche, ma delimitate da palizzate in legno. E’ stato proprio lo studio di numerose strutture megaxiliche germaniche a mettere in evidenza che la Geometria è presente nell’ambiente centro-europeo già dai primi secoli dal V millennio a.C. e che era intesa come un mezzo per trasporre simbolicamente il Cielo sulla Terra secondo determinate figure geometriche che avevano una relazione con le traiettorie apparenti dei corpi celesti. Ho avuto occasione di studiare tutta una serie di megaxili germanici posti alla confluenza tra il Danubio e l’Isar, risalenti al 4800 a,C., sulla base di rilievi geomagnetici e geo-radar, mettendo in evidenza, come ho descritto in un mio recente volume uscito nel 2013, oltre alla loro complessa geometria, anche la loro orientazione astronomica, prevalentemente di tipo solstiziale solare. Appare quindi chiaro che gli elementi base della Geometria e dell’osservazione astronomica, come minimo del Sole e della Luna, erano già noti alle popolazioni nord-europee quasi 3000 anni prima dello sviluppo della civiltà greca. Non stupisce quindi che durante le successive età del Rame, del Bronzo e del Ferro l’osservazione dei fenomeni celesti sia stata maggiormente perfezionata e abbia prodotto l’evoluzione dell’Astronomia neolitica in quella indoeuropea che ha determinato le conoscenze astronomiche della popolazioni celtiche e germaniche del I millennio a.C.

2)Secondo la storia ufficiale i popoli detentori delle più ampie conoscenze astronomiche nell’antichità sono gli egiziani,gli assiro-babilonesi e prima di loro i sumeri. Sono stati loro a trasmettere poi queste conoscenze al resto del mondo,almeno per quanto riguarda il medio oriente e l’Europa mediterranea. In nord Europa sembra invece che queste conoscenze non siano state mutuate ma che fossero ben presenti e molto sviluppate, come dimostra il reperto dell’età del bronzo chiamato “Disco di Nebra”. Qual’è la sua opinione a riguardo?

Il Disco di Nebra

Il Disco di Nebra

A.G.

Il disco si Nebra di fatto è un reperto di epoca relativamente recente, essendo collocato cronologicamente intorno al 1600 a.C., ma le tracce delle conoscenze astronomiche re geometriche delle popolazioni nord-europee sono molto più remote risalendo, in maniera documentata, sicuramente a prima dell’inizio del V millennio a.C. Le conoscenze astronomiche diffuse nell’Europa antica derivano sostanzialmente dalla fusione di due componenti. La prima, di tipo strettamente autoctono, risale al Neolitico e include anche primitive conoscenze dei cacciatori e raccoglitori dal Paleolitico e dal Mesolitico. La seconda deriva invece dall’importazione di concetti e conoscenze astronomiche dall’esterno, ad esempio dal mondo indo-iranico e mediorientale, incluso l’Egitto, propagatesi soprattutto attraverso gli scambi commerciali i quali favorivano altre alla diffusione delle merci anche quella delle idee.

3)I siti megalitici come Stonehenge e Extersteine sono arcinoti e oggetto di numerosi studi. Qual’è lo “stato dell’arte” attuale? A quali conclusioni si è arrivati e quali altri interrogativi si sono aperti, soprattutto dopo la scoperta di siti “fuori dal tempo” come Gobekli Tepe? Siamo sicuri di sapere davvero tutto sulla storia dell’umanità e sull’origine della civiltà?

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A.G.

La prima fase del sito di Stonehenge risale al IV millennio a.C. e il suo utilizzo cultuale ed astronomico cessa interno al 1600 a.C. Externsteine invece è sostanzialmente un santuario sassone attivo durante il I millennio a.C., quindi molto posteriore rispetto a Stonehenge. Riguardo invece a Gobekli Tepe, in cui sono stati rilevati allineamenti astronomicamente significativi, è molto più antico risalendo allo 9500-8500 a.C. nel pieno del Neolitico pre-ceramico. La scoperta della significatività astronomica di Gobekli Tepe apre prospettive nuove e molto importanti, in primo luogo perché è stato possibile mettere in evidenza che già nel X millennio a.C. la sistematica osservazione del cielo era correntemente praticata. In secondo luogo a differenza dei siti neolitici del V millennio a.C. in cui rileviamo la presenza di linee solari, nei siti neolitici pre-ceramici osserviamo la presenza esclusiva di allineamenti connessi con i punti di levata e di tramonto delle stelle.

Ricostruzione del sito di Gobekli Tepe

Ricostruzione del sito di Gobekli Tepe

4)La maggior parte dei siti dove sono stati costruiti i complessi piramidali (come Giza) sono caratterizzati da un’ampia pianura dove non ci sono praticamente catene montuose. Quanto è fondata l’ipotesi secondo la quale questi complessi,sempre magistralmente astronomicamente orientati, avessero, tra le altre cose la funzione di sopperire alla mancanza di “montagne sacre”, importantissime per la vita spirituale e sociale delle popolazioni arcaiche?

A.G.

Il fatto che la maggior parte sei siti antichi che ospitano importanti complessi astronomicamente significativi sia posta in pianura corrisponde ad alcune necessità ben precise. I complessi antichi che corrispondono ad importanti centri di antico sviluppo culturale sono generalmente ubicati in vicinanza di grandi fiumi i quali devono scorrere lentamente per favorire l’utilizzo delle risorse idriche, e questa è l’esigenza fondamentale per lo sviluppo di una popolazione. Questo può avvenire solamente in un territorio pianeggiante di rilevante estensione lineare; pensiamo ad esempio alla civiltà egizia lungo il Nilo, quella mesopotamica lungo il Tigri e l’Eufrate, quella di Harappa e Mohenjo Daro lungo il corso dell’Indo oppure alle culture native americane lungo il corso del Mississipi. La posizione in pianura senza montagne all’orizzonte permette la visione di una rilevante frazione della sfera celeste, che aumenta andando dai poli all’equatore. L’osservazione astronomica è notevolmente favorita in un sito posto in una posizione pianeggiante con l’orizzonte libero in tutte le direzioni, mentre in aree montane l’osservazione del sorgere e del tramontare degli astri è condizionata dal profilo del paesaggio locale di sfondo rispetto al luogo in cui le osservazioni astronomiche vengono eseguite. Ad esempio i fenomeni eliaci delle stelle (levata e tramonto eliaco, levata e tramonto acronico) possono essere correttamente osservate solo in aree relativamente pianeggianti e con l’orizzonte naturale locale poco elevate e molto prossimo all’orizzonte astronomico locale. L’idea della “montagna sacra” è tale solo nel caso di alcune culture, tendenzialmente quelle che collocano i loro dei nel cielo e si sviluppano in territori privi di catene montuose e allora si costruiscono le piramidi egizie, le zigurrat mesopotamiche, le piramidi maya etc.

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5)Anche l’Italia è costellata di siti megalitici e “vie sacre” più o meno note. Quali di questi consiglierebbe di visitare ad un neofita dell’archeoastronomia e perché?

A.G.

Il territorio italico è ricchissimo di siti archeologici e quindi esiste solo l’imbarazzo della scelta. Dal punto di vista archeoastronomico vanno considerati i siti prodotti da culture di dotate di un consistente background religioso come ad esempio le popolazioni etrusche e celtiche. Le società in cui la religione gioca un ruolo molto importante sono le stesse che hanno dato un grande sviluppo all’osservazione astronomica.

6)Concludendo,vuole parlarci delle sue prossime pubblicazioni e dei corsi che terrà in futuro ?

A.G.

I miei settori di ricerca riguardano svariati settori. Tra di essi l’Archeoastronomia in generale, sia dal punto di vista teorico che metodologico, nel senso delle più moderne tecniche di rilievo e misurazione dei siti archeologici potenzialmente astronomicamente significativi e del calcolo astronomico necessario alla loro interpretazione. Su questo argomento è in preparazione un volume dedicato proprio a chi opera in questo settore di ricerca. Dal punto di vista delle popolazioni antiche la mia preferenza va alle culture dell’età del Ferro europee, quindi celtiche e germaniche, senza trascurare altre parti del pianta come l’Asia, l’Oceania e il continente americano. Attualmente ho in preparazione alcuni volumi dedicati all’Archeoastronomia medioevale i quali riguardano la Geometria a l’Astronomia codificata nelle chiese cristiane e della cattedrali, ma anche le conoscenze astronomiche degli ordini monastici medioevali. Per quanto riguarda la parte celtica e germanica sono in preparazione un paio di volumi che andranno ad aggiungersi a quelli che ho già pubblicato e che riguardano le ultime novità e i risultati più recenti un relazione alle conoscenze astronomiche di queste popolazioni. Un altro volume che sta prendendo forma riguarda il simbolismo astronomico ed astrologico che aveva a che fare con la forgiatura delle spade giapponesi durante il medioevo. Accanto alla produzione letteraria di tipo saggistica continuano i miei cicli di conferenze e i corsi di archeoastronomia sia base che avanzati.

L’intervista si conclude qui. Ringraziamo il Dott. Gaspani per il tempo dedicatoci, di seguito proponiamo la sua bibliografia.

I Libri di Adriano Gaspani

I vikinghi. Storia religione astronomia e calendario degli antichi dominatori dei mari. Con rune vikinghe 2014
Il cielo dell’antica Irlanda. Simbolismo cosmico nella mitologia epica e nelle leggende 2014
Il cielo sulle monete celtiche 2014
I Veda alle origini dell’astronomia indiana 2014
Astronomia e antica spiritualità alpina 2013
Astronomia, geometria e simbolismo cosmico delle antiche popolazioni germaniche e scandinave 2013
Archeoastronomia satellitare. Tecniche moderne per il rilievo dei siti archeologici di rilevanza astronomica 2013
S. Tomè. Astronomia, geometria e simbolismo cosmico in una chiesa romanica 2013
An Nemgnacht. L’idea del cielo e del cosmo nell’antica Irlanda 2013
Il calendario di Coligny. Misura del tempo presso i Celti 2012
Archeoastronomia. La conoscenza del cosmo delle popolazioni antiche 2012
Geometria sacra ed astronomia nel mondo celtico padano-alpino 2012
Il cielo e i luoghi sacri dei celti 2012
Astronomia e antica architettura sull’arco alpino (Quaderni di cultura alpina) 2009
I vikinghi. Storia, religione, astronomia e calendario degli antichi dominatori dei mari (Antiche querce) 2004
La civiltà dei camuni. Cielo, luna e stelle nell’antica Valcamonica (Antiche querce) 2001
Astronomia e geometria nelle antiche chiese alpine (Quaderni di cultura alpina) 2000
La cultura di Golasecca. Cielo, luna e stelle dei primi Celti d’Italia (Antiche querce) 1999
Rivista archeologica dell’antica provincia e diocesi di Como: 181 1999
L’astronomia dei celti. Stelle e misura del tempo tra i druidi (Antiche querce) 1997
Introduzione all’archeoastronomia. Nuove tecniche di analisi dei dati 1990

Intervista a Giuseppe Festa, il Bardo dei Boschi

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Voci dalla Terra di Mezzo

La mia personale esperienza con Giuseppe Festa e la sua musica iniziò nel 2001 quando acquistai il suo primo cd “Voci dalla Terra di Mezzo”.Rimasi entusiasta, esterrefatto. In Italia quasi nessuno fino ad allora aveva incanalato col giusto spirito l’opera di Tolkien in musica. Musica con la M mauiscola,suonata col cuore,capace di immergerti in luoghi come la foresta di Fangorn o la Contea degli Hobbit già dal primo ascolto. Ho incontrato Giuseppe in varie occasioni tra cui Hobbiton e altre manifestazioni dove ha suonato coi suoi Lingalad e recentemente sono stato alla presentazione del suo ultimo libro “Il Passaggio dell’Orso” (si perchè da bravo bardo, quale è Giuseppe è anche uno scrittore) tenutasi alla libreria Feltrinelli di Roma nei pressi della Stazione Termini. Li Giuseppe ha svelato, per così dire le sue “origini mistiche” quelle che lo hanno portato ad essere la figura emblematica che è oggi.

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1)Innanzitutto Giuseppe grazie per il tempo che stai dedicandomi con questa intervista. Vediamo di andare subito al sodo. La tua esperienza come volontario nel Parco Nazionale D’Abruzzo, che è la base del tuo ultimo romanzo, quanto è stata determinante nella tua vita? Quanto ti ha avvicinato all’intima essenza di madre natura? E’ un tipo d’esperienza che consiglieresti di fare?

Direi che è stata determinante, a tal punto da farmi cambiare città, corso universitario e, in definitiva, lavoro. È un’esperienza che consiglio vivamente, tanto più che il servizio di volontariato è ancora attivo dopo quasi vent’anni dal suo avvio. Per me è stata un’esperienza importantissima per consolidare il mio rapporto con la natura… ma anche con le persone. Senza tv, radio e telefono si riscoprono gioie e valori che ti arricchiscono lo spirito. Si parte convinti di fare del bene al Parco… e alla fine si scopre che è il Parco ad averci fatto bene.

Giuseppe Festa

Giuseppe Festa

2)Guardando allo stato attuale delle cose,sia in Italia sia nel resto del mondo,quanto ritieni che sia stato profetico Tolkien nello scrivere “Il Signore degli Anelli”?

Una volta, parlando con John Howe – lo scenografo del film – mi disse di essere stato colpito da come le macerie delle torri gemelle assomigliassero in modo incredibile ad un suo disegno ispirato alle Due Torri di Tolkien.Ma la profezia di Tolkien è davvero inquietante se guardiamo allo stato dell’ambiente. Sembra che Saruman sia davvero più attivo che mai.

3)Con i Lingalad hai scritto pagine di musica veramente indimenticabili. Com’è il vostro rapporto con il pubblico ? Come venite accolti nelle varie contrade del nostro bel paese?

Fin dall’inizio abbiamo cercato di instaurare col pubblico un rapporto molto diretto, senza filtri. E questo, nel corso degli anni, ha portato i suoi frutti. Abbiamo un folto seguito di irriducibili sparsi in tutta Italia ed è bello trovare tanto affetto anche quando si suona molto lontano da casa. Anche all’estero abbiamo molti fan, anche se è ormai da qualche anno che, per varie ragioni, non suoniamo oltre confine.

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4)Ritorniamo al rapporto Uomo-Natura. Tu nella vita “reale” sei un educatore ambientale. Ritieni che il rispetto e l’amore per la natura vadano insegnati nelle scuole a partire già dagli asili? Se si in che modo?

Direi soprattutto dagli asili. La scuola materna è il momento migliore per far vivere ai bambini le prime esperienze con la natura. Costruire i sentimenti per la terra, in modo giocoso e creativo, è la base per avere dei futuri adulti che lotteranno per proteggere qualcosa che amano.

5)Quali sono i tuoi progetti futuri ? Avremo ancora il piacere di ascoltare I Lingalad dal vivo?

Certamente, sul sito http://www.lingalad.it ci sono tutte le date. Anche se in questo momento sono molto impegnato col tour di presentazione del mio libro IL PASSAGGIO DELL’ORSO, i Lingalad rimangono sempre il mio grande amore. Stiamo lavorando ad un nuovo album che speriamo di pubblicare nel 2014, ma sul quale non posso dire molto. Sarà la naturale evoluzione della Locanda del Vento, e non mancheranno dei riferimenti ai miei libri, come nel brano Sogni d’oblio, ispirato al passaggio dell’orso e del quale metteremo online il video ufficiale molto presto.

6) Siamo alla fine di questo breve ma interessantissimo viaggio, c’è qualcosa che vuoi dire ai lettori del blog e ai tuoi fan?

Voglio semplicemente augurare a tutti buoni sentieri e ricchi silenzi.