Fjallstein Vikingr Fest 1^ Edizione

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Ormai ci siamo. Tra pochi giorni si svolgerà a Montelanico (Roma) nella cornice dei Monti Lepini la primissima edizione del “Fjallstein Vikingr Fest”. Dopo 8 mesi di pianificazione,grazie alla stretta collaborazione del Comune di Montelanico e sopratutto alla grande disponibilità del Sindaco Raffaele Allocca è stato finalmente possibile realizzare questo evento.12 anni fà iniziò l’avventura di Valhalla Viking Victory. Portare i vichinghi a Roma sembrava un’impresa quasi impossibile. Ma colpo su colpo, avversità dopo avversità, siamo riusciti nell’intento. Questo festival rappresenta il punto d’arrivo di un percorso che ci ha portato non solo a Roma ma in quasi tutta Italia.Siamo inoltre supportati dalla nostra federazione di scherma storica V.A.D.I. che patrocina l’evento . Ma non sarebbe stato possibile senza l’aiuto,l’energia e la motivazione di Beatrice Parenti e della sua Space Event Organization. Non una sola persona dunque ma un vulcano di idee e proposte per arrivare alla fine a quello che vedrete e vivrete da 30 Giugno al 2 Luglio 2017.

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In questa avventura però non saremo soli. Abbiamo voluto dare un taglio moderno e “user friendly” al nostro festival dando spazio a numerose realtà musicali nostrane che però si adattano magnificamente al contesto del festival. Ad aprire le danze Venerdì sera saranno i Ragnarök Duo, poli-strumentisti veronesi appassionati di mitologia norrena e delle saghe nordiche che ci porteranno le atmosfere tipiche del Nord con riproduzioni degli strumenti dell’era vichinga. A Seguire gli immancabili The Shire, amici con i quali abbiamo condiviso molti eventi che porteranno un pò di Irlanda in questo festival. Dopo sarà la volta dell’artista finlandese Kate Nord, talentuosa e poliedrica cantante e autrice chiuderà la prima serata del festival con la magia della sua voce.

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Ad aprire la serata di Sabato sarà invece un’altra regina della voce : Ida Elena De Razza accompagnata dal mitico Albert Dannenmann, ci porterà in luoghi incantati degni del Signore degli Anelli. Sarà poi la volta degli Emian Pagan Folk,prima band a rispondere alla chiamata del Fjallstein Vikingf Fest. Il fantastico quartetto, reduce da numerose date in Italia e all’estero  e dalla pubblicazione del loro secondo album “Khymeia” ci propone la loro straordinaria musica  figlia di molte tradizioni non solo europee. Chiudono la serata salutandoci i Ragnarök Duo ma è sicuramente un arrivederci.

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La Domenica vede due giovani formazioni romane a dividersi il palco : Per primi i Fragment,poliedrici musicisti che vi faranno ballare con la loro musica fatta di “frammenti” di vari stili che vanno a comporre un puzzle non ancora completo sempre nell’ambito folk. A chiudere i concerti e quindi il festival saranno invece i folk metallers Blodiga Skald. un manipolo di orchi in preda alla frenesia guerriera che farà tremare i Monti Lepini e vi farà pogare come pochi.

 

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Ma le sorprese non finiscono certo qui! Durante tutta la durata dell’evento oltre al variopinto mercatino offerto dai migliori standisti dei vari settori,ci saranno le gastronomie locali che vi daranno quanto di meglio ha da offrire Montelanico e i Monti Lepini .Ci saranno inoltre i bravissimi falconieri di Acropolis Owls con i loro splendidi rapaci,i lanciatori di asce e coltelli del gruppo “Lancio di Lame Group” di Testa di lepre e il grande Michele Lupoli fondatore del Wolves Italia, con gli stages di tiro con l’arco e molte altre attività esperienziali di archeologia sperimentale.

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Non mancherà poi la parte storico-culturale. Già dal Venerdì ci sarà il seminario presso il campo storico “Chi erano i Vichinghi” tenuto dal sottoscritto  verso le 18:20. Sabato invece,sempre al campo storico la nostra Valeria Bignami terrà un seminario sul costume storico alle 17:30. Alle 18:45 dal palco presenterò la conferenza “Thule la patria ancestrale e la sua simbologia” con il Dott. Franco Leone e lo studioso indipendente Valerio Crusco. La Domenica sempre con il Dott. Franco Leone ( che curerà anche delle osservazioni astronomiche del cielo il venerdì e sabato) ci sarà il seminario “Le stelle dei vichinghi” alle ore 18:00 presso l’area Info/Associazioni, alle 19:30 ci sarà,sempre nell’area Info/Associazioni, la presentazione del libro “Elementals” delle giovani scrittrici Darcy & Parker.  Per quanto riguarda le attività ludiche Valhalla Viking Victory proporrà alcuni “Viking Games” tradizionali (tutti da scoprire)  e i nostri Stages di combattimento vichingo (si raccomanda di prenotarli all’area Info/Associazioni). Inoltre, nella sola giornata di Domenica, ci sarà dalle 15:00 alle 18:00 un torneo di spada “Larp” sponsorizzato dal negozio “Le Rune” di David Moretti.

Con questo vi saluto e vi aspetto a Montelanico nella splendida cornice dei Monti Lepini. Non scordate di segnare la vostra presenza nella pagina-evento ufficiale del Fjallstein Vikingr Fest!

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La tradizione nordica “For Dummies”

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Il tempo passa e le cose dovrebbero cambiare. Purtroppo sembra di essere piombati in una sorta di “glaciazione scio-culturale”. Ormai siamo assuefatti a tutto. E il “tutto” pare essere contenuto dentro uno smartphone. Cosi non è per nostra fortuna, ma le persone in grado di rendersene conto sono sempre di meno (oppure sono sempre le stesse…) . A tutto questo, noi cultori e studiosi delle tradizioni non siamo di certo immuni ma RESISTIAMO. Avvertiamo il vuoto assordante nelle città strapiene di gente, ma non cediamo. Vediamo la follia dilagare ogni giorno, ma non cediamo. Perché? Non siamo “superuomini” o “superdonne”, non ci illudiamo di essere “illuminati” ne “pronti per l’ascensione a qualcosa di superiore”, ma RESISTIAMO. Semplicemente perché, se non lo facciamo noi, nessuno se ne prenderà l’onere. RESISTIAMO perché ancora speriamo di poter tramandare qualcosa a chi verrà dopo, a chi sarà in grado di capire.

Dopo aver letto frasi del tipo “Sono pagano perché voglio diventare potente” di norma dovrebbero cascarmi le braccia (se non altro) e dovrei fuggire via urlando nella notte. Ma non l’ho fatto ne penso lo farò mai. Non perché sia chissà quale virtuoso della spiritualità, ma forse perché sono semplicemente testardo e più idiota di chi ha scritto quella frase. IO RESISTO. Cosi cercherò di spiegare al tordo di cui sopra e a tantissimi come lui cosa sia una tradizione pre-cristiana e del perché si sceglie di tornarvi CONSAPEVOLMENTE.

I grandi guru del neo-paganesimo moderno, alle prese con energie cosmiche e problemi “quantici”, ritengono ormai superate certe cose, impegnati come sono a mischiare quindici tradizioni diverse, dicono loro “per colmare le lacune” lasciate da quelle autentiche. Com’è noto nel torbido si pesca meglio, ma non è questo l’argomento dell’articolo. Non è un mistero che, grazie al monoteismo, le antiche vie spirituali sono quasi del tutto scomparse, ma è falso dire che non siano recuperabili. Le tradizioni nascono da una necessità e quelle necessità che hanno creato le antiche tradizioni stanno tornando a fare capolino nelle nostre vite. Il pensiero unico, che oggi vorrebbe andare tanto di moda, era già inutile nonché obsoleto quando fu pensato la prima volta. La regola in natura sono le diversità complementari,le miriadi di sfaccettature che compongono un disegno più ampio pur restando sempre diverse l’una dall’altra.

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Cosi è fatta una tradizione magico-spirituale antica. Tante componenti che insieme danno completezza ad un cammino personale in primo luogo, ma che può anche abbracciare una comunità.

La tradizione nordica fa parte di questo grande insieme e non ha nulla da invidiare alle altre sue consorelle di origine Indo-Europea . Detto questo, proseguiamo con gli aspetti di questa tradizione che sono oggetto delle più bieche manipolazioni e adattamenti.

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Le Rune ovviamente sono l’aspetto più mistificato in assoluto. Sia per l’utilizzo che ne fecero le SS durante il nazismo sia per la successiva “universalizzazione” operata dal neo-paganesimo e dalla new-age. Senza soffermarci sulle origini storiche accertate di questo alfabeto, ripeto per l’ennesima volta che le Rune sono per gli Eteni, per coloro che sono devoti alle divinità norrene (Asatru,Vanatru ecc). Non sono per tutti e non aiutano tutti. Tutti i discorsi che i guru di cui sopra possono fare a riguardo sono loro interpretazioni nel migliore dei casi quando non fandonie inventate di sana pianta (vedi la famosa runa “bianca” creata negli USA )

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Il secondo aspetto ad essere mistificato sono i vari simboli della tradizione nordica. Mjollnir, il magico martello di Thor, non è un prodotto della Marvel, è il simbolo che rappresenta tutto l’etenismo ed è il più sacro dei talismani, usato per benedire e consacrare (sugli altri aspetti vi rimando all’articolo). Il Valknut , il nodo degli uccisi, è un simbolo di Odino e non centra NULLA col nazismo ne con altre correnti moderne. E’ equiparabile al Triskell MA NON E’ LA STESSA COSA.

Anche la “Ruota Solare” molto simile alla croce celtica non centra nulla col nazismo ne con altri totalitarismi e rappresenta il moto della nostra stella durante l’anno.

La svastica o flylflot, il simbolo più criminalizzato di tutti, altro non è che un simbolo astronomico di retaggio Indo-europeo e non solo,che troverete in una moltitudine di culture anche lontanissime tra di loro. Non ha nessun significato riguardante la guerra, la morte o il sangue. Rappresenta il moto della costellazione dell’orsa maggiore durante le stagioni come potete vedere nell’immagine qui sotto

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Lo “shieldknot” non ha nulla a che vedere con la croce celtica. È un simbolo protettivo, attribuito anch’esso a Odino e veniva usato per rendere sicure le case ed evitare che ci si insediassero spiriti ed entità negative.

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La tradizione nordica oggi

Come già detto e spiegato più volte, la tradizione nordica è “rinata” (ma in realtà è falso dire anche questo) nei primi del 1900 ed è tornata ad essere una religione riconosciuta alla fine del 20° secolo sotto il nome di Etenismo. L’Etenismo oggi si divide in due grosse correnti di pensiero : Quella universalista che sostiene l’idea per la quale ogni persona indipendentemente dalla sua etnia può praticare l’etenismo, facendo a meno delle divinità e inalberandosi in discorsi assurdi che non esistono minimamente in questa tradizione, e quella cosiddetta “Folkish” ovvero relativa all’etnia e alla famiglia. Secondo quest’ultima l’etenismo è per tutte le persone europee e con origine europea e porta avanti il culto degli Aesir e dei Vanir, quello delle Disir e degli Antenati(ma andrebbero benissimo anche l’Hellenismo, La Traditio Romana o quella Slava tanto per intenderci).

Esistono poi correnti “minori” (non per importanza ma per numero di partecipanti) come il Vanatrù, il Teodismo e il Wotanismo (considerato da molti troppo estremo se non addirittura razzista). Ovviamente universalisti e folkish sono in aperto contrasto e personalmente appoggio i secondi, soprattutto perché difendono la tradizione per quella che è, visto che non ha nessun bisogno di “modernizzarsi”. L’Asatrù non ha nessuna componente razzista ne xenofoba ne ha mai vietato a persone di qualunque parte del mondo di assistere ai rituali e ai blot. Semplicemente sostiene che ogni popolo ha la sua tradizione e ad essa dovrebbe tornare.

La corrente universalista invece è frutto delle influenze new-age e tutti abbiamo visto i danni che questa ha fatto, soprattutto sui giovani, nell’approcciarsi alle vie spirituali. E’ assolutamente falso il sostenere che tutto sia per tutti e che ogni via spirituale vada bene per ogni essere umano. Se è vero che molti occidentali sono diventati buddhisti, è pure vero che lo hanno fatto perché quello che avevano a casa loro gli risultava alieno e contrario alla loro indole, ma lo hanno fatto soprattutto perché ignari di quello che c’era prima dell’oscurantismo monoteista.

Il post di fine anno…

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il 2016 volge al termine. Per tutti è stato un anno difficile,molte persone hanno perso il lavoro, altre i loro cari. Non mi dilungherò sugli aspetti terreni della cosa ne su quanto i media abbiano calcato la mano su ogni fatto di cronaca, dalla morte di un artista famoso all’ultimo attentato. Questi sono anni molto confusi,caratterizzati da incertezza diffusa, pessimismo quasi cosmico, falsi guru e altrettanto falsi leader e profeti. Ma soprattutto di “false realtà”, che prendono sempre più piede. E più sono ricche di idiozie e assurdità e più attirano persone. Come ho spiegato più volte, questo accade perché le masse vogliono essere anestetizzate dalle menzogne. Il falso è una moneta di scambio ben più bramata della verità (che comunque trova sempre la strada per uscire a galla) .

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Molti pensano che il 2017 sarà peggio, altri che forse qualcosa cambierà in meglio. Probabilmente hanno ragione tutti e nessuno. Come direbbe De Crescenzo “E sempre il 32 Dicembre “ perché il tempo è una nostra convenzione, usata per misurare la durata delle nostre vite in base al ciclo di rotazione del sole. Noi esistiamo in quello che per l’universo è una manciata di attimi,l’intera esistenza dell’umanità, per il cosmo sarà neanche mezzo battito di ciglio. E’ questo non lo si vuole accettare ne capire. L’uomo si ostina a voler “lasciare il segno” ragionando in termini umani, Per questo non capisce che ha probabilmente solo questo pianeta e che deve rispettarlo, non capisce che andare sempre e comunque contro natura è un suicidio.

Eppure, ogni anno, tutto si ripete. Tornano o finiscono gli amori, si ripetono le stragi, le epidemie le piccole e grandi crisi economiche e via discorrendo. Possibile che non siamo minimamente in grado di cambiare ? Ci sarà mai un anno sulla terra senza guerre,politici corrotti,scandali di vario genere, miliardi su miliardi che spariscono non si sa come? “Risposta non c’è” direbbe un premio nobel…

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Se la massa non cambia, noi però nel nostro piccolo, possiamo. Possiamo curarci di noi stessi innanzitutto,senza scadere nel becero egoismo di quest’epoca. Possiamo disciplinarci per raggiungere i nostri obiettivi (che ovviamente prima vanno definiti). Possiamo lasciar perdere le miriadi di stronzate che ci assediano quotidianamente il cervello e concentrarci sulle cose serie,senza però dimenticarci un po’ di svago e relax. Possiamo e dobbiamo fare molto, il più possibile. Cosi di certo non lasceremo un segno permanente nell’universo, ma lo faremo nelle nostre vite e nelle vite di chi abbiamo attorno.

Vi auguro comunque un 2017 migliore dove magari riusciremo a costruire qualcosa per il domani o magari a portare a termine cose che attendono da lungo tempo di essere concluse. In alto i corni e ci vediamo l’anno prossimo!

Samhain: Festeggiare o non festeggiare ?

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Fino ad oggi mi sono sempre astenuto dallo scrivere qualcosa sul Samhain, soprattutto perché nel web circolano molti validi articoli scritti dai colleghi blogger (tra cui segnalo questo scritto da Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir) . Ma quest’anno, particolarmente nefasto sotto molti punti di vista, pretende da noi un pegno e quindi è giusto tributargli  qualcosa. Del resto ho faticato moltissimo negli ultimi mesi a non scrivere articoli totalmente polemici, cercando di far riflettere più che indignare e vergognare (sempre se qualcuno ne prova ancora di vergogna…). Il nostro paese ha un grosso problema di memoria corta riguardo a festività e tradizioni. Se è vero che la bellezza dell’Italia è proprio la diversità delle tradizioni da regione a regione, da città a città e da paese a paese, è anche vero che l’ipocrisia di stampo monoteista (per me sono tutti uguali cambiano solo le “virgole” e gli “accenti”) e tutto quello che ne deriva, è l’aspetto più degradante di questa nazione.

Negare che il malcostume diffuso nel paese derivi da quella mentalità indotta e coltivata per duemila anni, è come negare che il sole sorga ogni mattina. Lo vediamo tutti i giorni e non è possibile sfuggirgli. Lo scagliarsi contro il Samhain da parte di chiesa e istituzioni varie non è che una delle tante espressioni di questa ipocrisia.

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Parliamoci chiaro: Questa festività esiste in Europa da almeno diecimila anni con tanti nomi quanti sono i popoli che l’hanno celebrata durante i secoli, quindi dire che “non ci appartiene” oltre ad essere la prova definitiva dell’abissale ignoranza di chi lo afferma, è anche la conferma che si ha il terrore che si ritorni a  celebrarla come un tempo. Il periodo varia da zona a zona, da qualche parte comincia prima in altre finisce dopo ecc. Ma il suo significato è praticamente lo stesso ovunque. Il nostro mondo materiale entra in contatto con quello spirituale dove dimorano gli spiriti dei defunti ai quali vengono tributate offerte di vario genere. Si ringrazia per l’ultimo raccolto e ci si purifica e fortifica in attesa del lungo inverno.

Nella tradizione nordica, il periodo di questi festeggiamenti si colloca tra l’11 e il 17 Ottobre e si estende fino alla notte del 31 col nome di “Vetrablot”(o anche Disirblot) . Si tratta dell’offerta a Frigg moglie di Odino e alle Disir gli spiriti delle antenate della famiglia. Si rende inoltre omaggio a Frejya per il raccolto versando birra o latte sul terreno per ringraziare dell’ultimo raccolto.

Ora vorrei capire cosa ci sia di “satanico”, “demoniaco” e “blasfemo” in tutto questo. Come le altre festività rubate all’antica tradizione(cioè tutte le festività principali dell’anno) anche questa fa cosi paura da dover essere sostituita con il “giorno dei morti” e “ognissanti”o dall’anglosassone Halloween? Tralasciando tutte le aberrazioni storiche prodotte per far sparire ogni traccia di paganesimo e simili, sinceramente non capisco questo odio nei confronti del Samhain.

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Dei “demoniaci” biscotti al rosmarino…

Di cosa si ha paura ? Che i morti per rogo vengano a tormentare i responsabili (o i loro successori )? Che i bambini imparino la stregoneria attraverso un dolcetto all’anice?( se avete la ricetta passatemela)Che vi maledicano perché non vi lavate? La risposta forse non c’è. Ma le reazioni fuori e dentro la rete sono qualcosa di esilarante. Da una parte gli “Inquisitori” pronti a purificare e purificarci da questa maledizione, dall’altra gli atei per i quali non esiste nulla oltre la fine biologica degli esseri viventi. Per non parlare di quelli che mischiano di tutto e di più mettendo in mezzo alieni,angeli,demoni,vampiri,tarallucci e vino. Un circo che si ripete ogni anno e per il quale non si paga il biglietto.  

Concludendo, spero che chiunque voglia festeggiare lo faccia senza alcun problema di sorta, rispettando se stesso e gli altri ed evitando inutili “prodezze” o estremizzazioni dovute al troppo alcol o ad altro. Si tratta di un momento particolare dell’anno che appartiene a tutti, anche a chi non lo festeggia e bisogna cercare di passarlo nel miglior modo possibile.

L’enigma di Beowulf e del perchè la gente non capisce un cazzo…

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Cosa può esserci di enigmatico nel più famoso poema anglosassone ? Scritto nella prima metà dell’VIII° secolo d.C. Il poema ci narra le gesta dell’eroe geata Beowulf. Dotato di coraggio e forza fuori dal comune il nostro eroe affronterà Grendel mostro aberrante che porta morte e distruzione nella Sala dell’Idromele del re danese Hrotgar. In seguito affronterà anche la madre del mostro,una terribile strega e arrivato ormai alla fine del suo percorso, ucciderà un drago ma lo scontro gli costerà la vita.

Beowulf è stato oggetto di miriadi di interpretazioni, più o meno azzeccate e più o meno richieste. Non parliamo poi di tutti i pessimi adattamenti cinematografici. L’enigma si presenta proprio in questo ambito. Qual’è il problema di rendere un tale poema per quello che è ? Qual’è il problema di mostrare al mondo “l’ultimo degli eroi” per quello che è e non per quello che si pensa possa piacere di più al pubblico? Da forse fastidio il fatto che, pur essendo ritenuta un’opera di fantasia (con fin troppi riferimenti storici) parli di gesta eroiche, di tradizioni molto più antiche di chi l’ha fatto arrivare a noi e soprattutto che parli del fatto che pur essendo uomini possiamo fare la differenza e che l’onore non è morto e sepolto come vorrebbe farci credere chi blatera di perdono e investe in fabbriche di armi. Ma il poema parla anche dei mostri e a tal proposito, citare J.R.R. Tolkien a riguardo è d’obbligo :

<< I mostri erano stati nemici degli dei, i capi degli uomini, e, nei confini del Tempo, i mostri avrebbero vinto. […] Perché i mostri, non spariscono anche se gli dei vanno e vengono>>.

Proprio cosi. I mostri, non spariscono. Ed i mostri, qualunque sia la loro forma, temono gli eroi. E qual’è l’unico modo efficace che i mostri hanno per distruggere gli eroi? Farli diventare mostri a loro volta. Questo è sempre stato il metodo più usato. Uccidere gli eroi li trasforma in leggenda e spinge altri a fare come loro. Dimostrare invece al mondo che non ci sono eroi e che in fondo (spesso neanche troppo in fondo) siamo tutti mostri è per loro la vittoria completa. Si dice che tutti abbiano un prezzo. E i mostri hanno sempre fatto leva anche su quello per assicurarsi il controllo sugli uomini.

Già,il controllo. Questa è l’ossessione dei mostri moderni. Controllare la rete,la stampa,le produzioni cinematografiche fin nei più minimi contenuti. Censurare questo e quello perché “vanno oltre” e potrebbero far svegliare qualcuno dal torpore. Ma l’ossessione è anche il punto debole dei mostri stessi. Per quanto possano essere scaltri, infidi e potenti, essi rimangono vittime delle loro ossessioni. Nel Poema Grendel (creatura non meglio identificata,alcuni lo associano ai troll delle leggende scandinave,altri lo definiscono “demone”,non prendo in considerazione la definizione del poema perché si tratta di una mistificazione creata dall’amanuense che scrisse il manoscritto originale) è ossessionato dalla volontà di distruggere e uccidere, forse scatenata dai festeggiamenti continui nella “Sala dell’idromele” di Hrotgar . La madre a sua volta è ossessionata dalla vendetta per il figlio. Il drago infine, incarnazione stessa del caos e delle “forze del male” ha come uni fine il bruciare villaggi, sterminare le persone inermi e poi tornarsene beatamente a dormire nel suo tumulo…

Anche oggi abbiamo questo tipo di ossessioni, coltivate dai mostri moderni. Le cose non sono cambiate. Hanno mutato forma, si sono subdolamente attaccate alla spina dorsale dell’umanità facendosi passare per bisogni e necessità irrinunciabili, ingannandoci tutti . E gli eroi ? Dove sono finiti gli eroi ? Esistono ancora ? La risposta a tutto questo non è una sola. Si, gli eroi ci sono ancora. Ma si nascondono, agiscono nell’ombra o dietro un monitor. Non sono più spavaldi e risoluti.

Spesso mancano di autostima, e non si sentono per niente tali. Eppure lo sono. Il coraggio lo hanno ancora ma difettano nella motivazione, sono scarsi nei metodi e nelle strategie. Questo perché nessuno li aiuta realmente. Non basta una pacca sulla spalla, un “bravo continua cosi”. Serve un vero aiuto, un gruppo, una comunità che li sostenga. Perché l’eroe è tale se agisce per il bene comune. Oggi invece vengono sistematicamente isolati, dichiarati pazzi,”strani” “fuori di testa” e insultati in modi molto peggiori.

Altri vengono riconosciuti come “eroi”. Persone infime, corrotte e contorte, che sembrano uscite da un brutto incubo di Stephen King e che nemmeno H.P. Lovecraft riuscirebbe a collocare tra i gli orrori cosmici dei suoi miti. Proprio cosi, gli eroi diventano mostri ed i mostri eroi. Questo è il capolavoro assoluto del potere, questa la vera dannazione dell’umanità, il vero motivo del perché la gente oggi non capisce un cazzo.

Non è soltanto l’ignoranza ostentata,con orgoglio, il malcostume diffuso, la decadenza dei valori nella società o l’analfabetismo funzionale, che fanno si che la gente vaghi nel nulla, ma l’incapacità di distinguere gli eroi dai mostri, la totale mancanza di buonsenso e l’assenza di figure ispiratrici che ci porta a vedere tutto con il filtro della disperazione . In breve le persone hanno smarrito la strada per quella “scintilla divina” che può renderci tutti “eroi “.

Beowulf non è solo un poema, è un appello agli uomini di tutte le epoche a muoversi di fronte al caos e alla distruzione. Non siamo infatti né mostri né bestie, siamo potenzialmente qualsiasi cosa ma la natura stessa dell’uomo tende all’eroismo. E’ la paura a farci regredire e la paura è sempre stata il miglior alleato per i mostri .

I messaggi delle antiche Vie Seconda Parte – Le figure ricorrenti –

Nelle tradizioni ancestrali di tutto il mondo possiamo trovare una serie di figure ricorrenti che hanno poi ispirato la letteratura antica e moderna. Queste figure, da molti ritenute allegoriche e tutt’altro che realmente incidenti sulla realtà delle popolazioni arcaiche, hanno invece fatto da esempio e guida per millenni, prima che la spiritualità fosse mercificata ed infine ridotta a strumento di controllo per le masse con l’avvento del monoteismo. Esse sono ricorrenti per un preciso motivo : Gli uomini dimenticano. La società moderna vede queste figure come elementi di fiction buone per film,fumetti e videogiochi. In realtà queste figure sono state i maestri dell’umanità fin dall’alba dei tempi. Carl Gustav Jung nella sua celeberrima teoria degli archetipi scriveva :

Nessun archetipo è riducibile a semplici formule. L’archetipo è come un vaso che non si può svuotare né riempire mai completamente. In sé, esiste solo in potenza, e quando prende forma in una determinata materia, non è più lo stesso di prima. Esso persiste attraverso i millenni ed esige tuttavia sempre nuove interpretazioni. Gli archetipi sono elementi incrollabili dell’inconscio, ma cambiano forma continuamente”.

Ed è cambiando continuamente forma che sono sopravvissuti arrivando fino a noi. Ma oggi le cose stanno cambiando. Le tendenze “Mainstream” stanno portando l’inconscio collettivo ad un oblio mai visto prima. Spegnere il cervello delle persone è forse l’obiettivo principale di questa inutile società dei consumi e dell’apparire. Ma in che modo queste figure posso aiutarci anche oggi ?

Innanzitutto bisogna riscoprirle e comprenderle. Non è certo identificando Gandalf con Merlino (Mithrandir-Myriddin )che sveleremo tutti gli arcani, ne con Morgana ne con altri espedienti. Bisogna individuare quello che maggiormente ci serve nell’immediato, per comprendere gli svariati messaggi che ci sono pervenuti in molte forme durante gli anni. Non è un lavoro facile e non lo sarà mai. Ma queste figure lo hanno fatto prima di noi. Decriptare la conoscenza degli antichi è la chiave per lo sviluppo futuro dell’umanità. Siccome personalmente, non credo al 100% nella decadenza attuale nel quale molti riconoscono il “Kali Yuga”, credo sia doveroso rimboccarsi le maniche e nel nostro piccolo darsi da fare in questo senso.

Gli “input esterni illusori” che tentano di farci desistere da questo proposito, sono molti, troppi per chi già si è arreso all’immondizia che c’è all’esterno della nostra sfera. Ciò non toglie che è possibile arginarla e lavorare, in primis su noi stessi magari prendendo ad esempio queste figure.

Il Re (governante,simbolo dell’ordine cosmico sulla terra,garante delle leggi e dei diritti degli uomini)

Un re, non è un tiranno. Il re è la guida, il padre (non padrone) del suo popolo. Colui che lo rappresenta presso gli altri popoli e che ne è l’emblema. La vera regalità però non è un “diritto divino” come ormai è sedimentato nell’immaginario collettivo, ma è un onere pesante e talvolta logorante. Un buon re spesso viene tradito. Questo perché la meschinità alberga in ogni uomo e il tradimento è una via più breve verso il potere (che se acquisito in questo modo non è mai destinato a durare molto). Il re è forse la figura più sfruttata in assoluto, con infinite versioni e rimaneggiamenti. Dai mitici re sumeri,ai faraoni passando per i re delle poleis arcaiche e i re di Roma,questa figura ci ricorda che tutto ha un’origine,talvolta divina. E da questa derivano le leggi di un popolo,il suo carattere, la sua unicità al mondo rispetto agli altri.

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Il Sacerdote(Vate,Druido ecc, Il tramite col divino, l’amministratore dei culti e custode delle tradizioni)

I veri sacerdoti, sono il pilastro della propria comunità. Fanno si che il popolo non si perda nell’oblio del materialismo, rispettando le ancestrali leggi della natura e dell’universo. Sono i tramiti col divino e gli interpreti dei segni e dei sogni che questo ci manda. Sono anche i garanti della moralità e dell’etica. Mai come oggi questo ruolo vive,grazie alla miopia ipocrita del monoteismo, il suo più basso momento. Il sacerdote non può e non deve controllare ogni aspetto della vita della propria comunità. Deve semplicemente provvedere al benessere spirituale, senza influenzare niente e nessuno con le proprie problematiche. Non deve inoltre essere un peso per la sua comunità. I sacerdoti sono e restano persone normali e come tali dovrebbero provvedere da soli al loro sostentamento.

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L’Eroe (campione, difensore, prescelto. La summa delle virtù umane che si oppongono al caos)

Tutti sappiamo (o meglio crediamo di sapere) cosa sia un eroe. Siamo abituati dai media a vedere la figura di un uomo spesso qualunque, che si trova a diventare superiore al resto dell’umanità quasi per caso e che è riluttante ad accettare questa sua nuova condizione. Tutto questo è l’esatto contrario dell’eroe. L’eroe nelle varie mitologie è nato per esserlo. Tutta la sua vita è orientata a compiere quella precisa impresa o serie di imprese. E’ il suo destino ed egli non ha alcune esitazione nel portarlo a termine, a costo della vita. Si perché quasi sempre l’eroe si sacrifica per il bene comune. L’eroe è spesso la risposta che gli Dei danno alla degenerazione del genere umano. Si tratta di quell’opportunità di essere migliori che ci viene data attraverso l’esempio ed il sacrificio di quelli più meritevoli. Per questo è la figura più mistificata in assoluto e portata al suo opposto (l’anti-eroe o l’eroe riluttante).

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L’indovina (sibilla,sacerdotessa,custode dei luoghi sacri)

Altra figura molto nota e presente nell’immaginario collettivo è la donna deputata alla custodia dei luoghi sacri come fonti,laghi,grotte e simili. Spesso divide questo compito con alcune “sorelle” ed è dotata di notevoli facoltà divinatorie. Frequentemente re ed eroi si recano da queste figure per chiedere consiglio e gettare uno sguardo sul probabile futuro che li attende. Tra le espressioni massime della donna, colei che può vedere nel destino degli uomini, è però spesso una figura tragica ed infelice, non destinata alle gioie delle altre donne. Alle volte è confusa o sostituita da figure mitiche e non umane (come la Signora del Lago nel ciclo arturiano). Questo perché il compito di custodire i luoghi sacri, prima che dagli uomini viene svolto dagli spiriti tutelari del luogo stesso. I quali però possono chiedere ai mortali di ricoprire questo ruolo nei periodi di “letargo” di questi spiriti. Anche l’interpretazione dei segni viene deputata poi ai mortali ed in particolare alle donne, naturalmente predisposte per fare da tramite tra il nostro mondo e gli altri.

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Continua e finisce nella terza parte con le “Figure ambigue e negative”


Operation Werewolf : 10 domande per comprendere…

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Operation Werewolf è un movimento affermatosi negli ultimi anni e che propone uno stile di vita totalmente fuori dagli schemi. Sin dagli albori è stato sottoposto a pesanti critiche e accuse di estremismo. La verità ovviamente è ben diversa e per comprenderla ho intervistato il mio amico Leo Hjart,fondatore e “Kommandant” del primo Chapter di Operation Werewolf in italia .

  • Innanzi tutto : Cosa è Operation Werewolf ? Quali sono gli scopi di questo movimento? Com’è strutturato?

Come prima cosa tengo a specificare in modo estremamente chiaro che risponderò a queste domande in quanto Kommandant e Operative della divisione Dire Dogs. Operation Werewolf esalta l’individualismo e incoraggia i singoli a personalizzare la propria divisione sotto ogni punto di vista. Non parlo in nome di altre divisioni, tantomeno dei creatori di questa iniziativa. Chiariamo subito dicendo che Operation Werewolf non è un’organizzazione, ma uno stile di vita. Operation Werewolf non ha scopi al di fuori del suo corpus stesso. Non siamo qui a invogliare la gente a unirsi a noi, tantomento siamo qui a far numero. Faccio prima a dire cosa non è Operation Werewolf: Non è politica, Non è religione, Non è un’organizzazione con fini rivolti verso la popolazione. Operation Werewolf è un pugno diretto in faccia a tutte le istituzioni e ai partiti moderni, è una guerra totale contro gli standard di vita e valori promulgati dal modernismo. Operation Werewolf è nata in America, e punta ad essere un entità che vive e respira tramite i proprio membri. In tanti si chiedono come sia possibile non definirsi un’organizzazione ma al contempo definirsi ‘’membri’’, o meglio Operativi, come ci identifichiamo. E’ molto semplice: essendo uno stile di vita che richiede alti standard psico-fisici e spirituali, OW fa di questi standard un’automatica difesa immunitaria: se non ti trovi d’accordo con qualcosa di ciò che siamo e facciamo, non ne farai parte di tua iniziativa. OW è in parte biker club, in parte ordine esoterico, in parte fight club, in parte fuorilegge, e molto più di tutto ciò. Per diventare un Operative devi accettare e combattere ogni giorno fisicamente, spiritualmente e mentalmente, conoscere membri di questa tribù, confrontarsi, dimostrare il proprio valore. Siamo apertamente ‘’spirituali’’ nel senso che ogniuno di noi segue una via mistica di qualche tipo. In molti applicano i principi del politeismo germanico/norreno, ma non mancano influenze da molti altri pantheon, io per esempio nei Dire Dogs faccio spesso uso di simbolgie provenienti dal Tengrismo. Ma ripeto: parlo solo per la mia divisione, e ogniuno dentro questo ideale è libero di seguire spiritualmente ciò che vuole, se in linea con ciò che promuoviamo. Molte associazioni politeiste moderne usano simboli di guerra, li vedi ogni giorno su facebook o su twitter a pubblicare messaggi aggressivi con foto di guerrieri vichinghi e cose del genere, e subito dopo a gridare per la democrazia, la pace e l’utopia di un mondo dove tutti sono fratelli. Noi siamo i primi a ridere in faccia a questa gente, e siamo i primi a essere criticati da questa gente: sappiamo bene chi erano i nostri antenati, ed evidentemente spaventa il fatto che qualcuno su questa terra si atteggi con arroganza e mascolinità per prendere ciò che vuole e vivere una vita degna di essere vissuta, tramite principi spirituali e mentali adatti a combattere un conflitto. E ben venga pure quello sul piano fisico. Operation Werewolf si definisce fuorilegge anche per questo: un fuorilegge accetta il proprio istinto, cresce nel buio dell’ignoranza e della mediocrità generata da chi lo circonda e infine emerge, senza paura di fidarsi del suo istinto e senza paura di fare qualsiasi cosa per diventare e ottenere ciò che ritiene giusto. La cosa più vicina alla struttura per Operation Werewolf è il Werewolf Command, una divisione fondatrice americana che approva le altre divisioni e fornisce linee guida su quello che è questo ideale. Le divisioni sono organizzate in modo simile ai Biker club ma ogni divisione è al contempo stimolata ad usare una propria simbologia, ad elevare i suoi membri e ad autogestirsi, sia ritualmente che a livello di moot e allenamenti. Ci vuole molta forza di volontà ma si diventa dei bastardi duri a morire sai? Dopotutto il nostro nemico principale è la debolzza, in ogni forma e in ogni dove.

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2)Come è stata accolta la tua richiesta di aprire il primo Chapter italiano? Quali requisiti sono richiesti?

Molto bene devo dire. Ho conosciuto il fondatore via internet e cominciai tempo fa a chiedere informazioni e a partecipare attivamente a discussioni varie. Diventai un Solo Operative nel giro di poco tempo adattandomi a questo stile di vita, comprendendo che in realtà fu lo stile di vita ad adattarsi a me: questo è Operation Werewolf, rendersi conto di far parte di un tribù di uomini e donne che scelgono di vivere attraverso determinati standard. Il requisito principale è essere coerenti con questo modo di essere: allenare duramente il proprio corpo, svolgere quotidianamente esperienze spirituali mettendosi in gioco, rischiare, diventare lupi tra pecore. Combattere ogni giorno per diventare sempre più forti, dentro e fuori, totalmente inarrestabili, forgiare la propria volontà come fosse acciaio e sporcarla di sudore e sangue. Dopo aver trovato due miei vecchi e fidatissimi amici, fratelli in linea con questi standard, e dopo aver informato il Werewolf Command delle mie intenzioni, abbiamo deciso di svolgere un rituale di iniziazione , quello che chiamo WolfOath, con ovviamente combattimenti rituali di mezzo, per provare il nostro impegno e la nostra volontà di costruire qualcosa di forte, grande e pericoloso. Dopo aver documentato la cosa la Division è stata approvata in poco tempo. Abbiamo ricevuto grandi soddisfazioni e approvazioni.

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3) L’apertura del primo Chapter italiano comporta sicuramente grande impegno e responsabilità. Come intendi affrontarlo e qual’è il tuo messaggio per le persone che pensano di poter entrare a farne parte?

 

Lo è eccome, tuttavia è uno stile di vita che seguo ogni giorno meticolosamente, ma non sforzandomi, bensì perché è il mio obbiettivo, ho semplicemente trovato una tribù di persone forti che mi stimola e mi ispira a perseguire questo standard. Per cui mi viene naturale pensare ed organizzare qualcosa per OW. Lo affronterò con pugno d’acciaio e volontà ferrea assieme ai miei fratelli ovviamente. Il mio messaggio è molto semplice: non perdete un signolo minuto del vostro tempo, combattete, sputate sangue, fatelo sputare, mettetevi in gioco e puntate a diventare macchine da guerra dalla volontà ferrea, dal fisico indomabile e dallo spirito indissolubile, uno spirito talmente forte da far tremare anche le radici della terra, tirate fuori le palle e fate capire a sto cazzo di mondo che fa bene ad aver paura di ciò che non conosce. Noi abbracciamo apertamente il sacrificio, la morte, la mascolinità, e veneriamo la violenza come risposta ultima se è questo ciò che è necessario. Tutto ciò perché ci piace vivere. E a guardare quella massa di zombie lì fuori, in un era come questa siamo fieri di essere e sembrare i cattivi, se la gente pensa questo: molto meglio andarsene ed essere ricordati come dei despota e dei saccheggiatori, dei reietti e dei fuorilegge, piuttosto che non essere ricordati.

 

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4) L’Italia è un paese molto strano e molto contraddittorio. Il modus vivendi proposto da O.W. Risulta essere quanto di più lontano dallo stile di vita di questo paese, anche delle persone considerate più estreme e alternative. Ritieni che quello che voi proponete possa essere uno sbocco per chi ricerca una vita vera lontana dagli stereotipi ai quali siamo purtroppo abituati?

Dipende da ciò che si intende per ‘’vita vera’’. Io amo la vita. La amo immensamente. Proprio per questo amo anche la Morte, Hel, Ecate, Erlik, come volete chiamarla. Se qualcuno cerca conoscenza tramite il contatto con le entità naturali, tramite il contrasto fisico violento, tramite il sudore che ti fa diventare più forte, tramite sana competizione, sì, è assolutamente uno sbocco, ma non può essere un passatempo, deve essere il tuo modo di vivere, il tuo modo di arrivare ai tuoi obbiettivi, alla gloria. Sai, pochi giorni fa ricevetti un messaggio meraviglioso: una mia amica che abita in un altro stato, totalmente ispirata da ciò che promuovo, mi ha detto che è disposta a venire fin qui per allenarsi e compiere avventure assieme a noi. E nonostante le feci presente che anche nel suo stato c’è una divisione attiva vuole comunque venire fin qui. Questa fu un enorme soddisfazione per me.

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5) Per esperienza personale so che le persone mal digeriscono le regole e meno che mai l’autorità. Questo a causa dell’inarrestabile perdita di valori nell’occidente e dell’annullamento da parte della società della figura del “padre”. Come viene gestito tutto questo all’interno di O.W. ?

Ah, domanda interessante. Sai, modernamente ormai la mascolinità è qualcosa da condannare, da demonizzare e svalutare, è un ingrediente ormai scomodo per la società occidentale, trasformata in una parodia di ciò che dovrebbe essere l’archetipo femminile. Viviamo ormai in una società completamente effemminata, ci costringono ad essere accoglienti verso ogni forma di ideologia, purchè moderata. Ci viziano in ogni modo tramite tecnologia, moda, mass media, religione, ci trasformano in un gregge perfetto. Non so te, ma io mi sono rotto i coglioni di guardare al ‘’popolo’’, quando esco di casa ciò che provo è rabbia e nient’altro, dovrei combattere e svegliare la massa di deficienti e pecore che gioiscono nel crogiolarsi in mediocri e frivoli passatempi tramite mode, tecnologie e stili di vita che non portano a nulla se non all’appiattimento totale dell’animo umano? No, assolutamente no. Di questa gente non mi importa, mi importa solo della mia tribù, delle persone che amo, di arrivare ai miei obbiettivi. Essendo una tribù fondata su principi ‘’guerrieri’’ per quanto non mi piaccia usare questa parola molto comune, gli standard maschili sono molto alti, facciamo della nostra bandiera la potenza sia interna che esterna, è una tribù guidata da uomini perché insomma, guarda fuori, è tempo di guerra. Siamo in guerra con il mondo. ‘’Fanculo il loro mondo’’ è uno dei nostri motti. E non è certo messo lì a caso: noi puntiamo a costruirci il nostro di mondo, un mondo dove dentro la nostra tribù i due sessi si completano e si alimentano, dove le nostre donne sono felici e liberi, dove i nostri uomini sono leali, forti e coraggiosi. Abbiamo un assoluto rispetto per la figura femminile, e chi non vuole capire faccia pure a meno: sto già ridendo all’idea di qualche coglioncello da tastiera che già si sta facendo venire le vampate ipotizzando sessismi di qualsiasi tipo, tirate due pugni ogni tanto, se non vi passa provate qualche farmaco per le mestruazioni. E parlo anche ai maschi ovviamente.
Da noi comanda il più forte, il più capace a trasmettere ispirazione e saggezza, che sia uomo o donna non ci importa. Certamente siamo molto fieri della nostra mascolinità, e non ce ne vergognamo davanti a nulla. Ormai nella società moderna non si capisce se ci sia parità dei sessi o meno, francamente non ho tempo da perdere su puerili discussioni portate avanti da masse di persone frustrate. Io so solo che amo e rispetto la mia donna, come rispetto e tratto da pari qualsiasi altra persona che ritengo degna di ciò.

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6) Sicuramente, vista anche la simbologia scelta, O.W. Sarà stata accusata di estremismo da parte dei soliti idioti. Secondo te cosa spaventa di più queste persone ? I simboli o il fatto che esista ancora qualcuno in grado di metterli davanti alla vera realtà dell’essere umano?

L’istinto dell’essere umano è far gruppo, gang, tribù. L’anarco-tribalismo, come mi piace definirlo sebbene sia un termine troppo vago e poco chiaro, è la natura dell’uomo, ma una cosa del genere spaventa chiunque. Beh, ben venga. Siamo molto fieri delle accuse che ci arrivano. Significa che la nostra tribù fa paura, spaventa. Sai meglio di me che questo genere di cose era all’ordine del giorno un tempo. Pensa ai nostri antenati Longobardi: mettevano in giro dicerie su guerrieri dalla testa di lupo e cane per spaventare le popolazioni vicine e abbassarne la morale. Per noi è così anche oggi, ma lascia che ti dica che passiamo ogni singolo giorno ad impegnarci nell’’homo homini lupus’’. Non perdiamo tempo a mettere in giro voci: noi ve lo dimostriamo ciò che siamo. Ciò che spaventa queste persone deriva dalla loro ignoranza. Se pensano che rune e simboli vari siano prerogative del nazismo affari loro, non mi importa, più mi stanno distanti e meglio è. Tuttavia, penso che tu abbia individuato la realtà dei fatti nella tua seconda domanda: noi seguiamo il nostro istinto, e siamo ciò che vogliamo essere, anche esteticamente tentiamo di esprimere ciò che siamo dentro, sotto la pelle. E ciò fa paura, perché se davvero accettiamo l’istinto umano e lo portiamo a galla in una società fatta di personalità costruite con l’iphone e la televisione, quando ti guarderanno negli occhi crederanno di essere faccia a faccia con un animale, solo perché secondo la loro visione delle cose l’essere umano dev’essere tale quale a loro. Ben inteso: un animale grosso e pericoloso. Colgo l’occasione per ripeterlo: non mi importa se sono spaventati, chi sarà affascinato e ispirato da noi si unirà alla tribù. Chi è spaventato diventa preda.

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7) Sul sito ufficiale di O.W. E’ presente la sezione COACHING. Quanto è importante il lavoro su se stessi, al di là degli scopi dell’organizzazione?

Fondamentale. Per noi spirito e corpo hanno la medesima importanza. Nonostante la realtà tribale noi stimoliamo l’individualismo tra gli operativi. Il singolo è fondamentale. So che apprezzi molto la figura di Conan il Barbaro se non sbaglio, vero? Bene, è uno delle nostre icone, superficialmente parlando (risata).
Un uomo che allena il proprio fisico assieme al suo spirito ne allena anche la mente, e queste tre cose sono fondamentali per un guerriero: se te ne manca una, dentro di te hai una carenza a cui devi lavorare. Questo è ciò che pensiamo. I fondatori di questo stile di vita sono appassionati di lifting e arti marziali, dunque è nata la sezione coaching, tuttavia non è certo obbligatorio staccare pesi da terra o darsi al bodybuilding. Io per esempio dedico il mio corpo alle arti marziali e a sistemi di difesa personale da anni, i pesi li tocco poche volte. L’importante è allenare in un modo o nell’altro il proprio fisico al conflitto: la tua volontà è la forza motrice essenziale e principale, ma se la tua arma è di buona qualità, beh, il tutto funziona meglio. Dunque il lavoro su sé stessi è assolutamente fondamentale. Il fisico deve essere sempre pronto. Basti pensare ai nostri rituali: la costante è il combattimento dopo ogni tipo di sacrificio.

8) A Myth, Not A Movement. Questa frase campeggia nella sezione “War Journal” del sito di O.W. . Questo lascia intendere che il tutto abbia le sue radici nella tradizione e nel mito. Ritieni che questo possa essere ancora di ispirazione al giorno d’oggi, dove i media continuano a mistificare la tradizione europea (vedasi l’ultima trasposizione del Beowulf)?

Noi puntiamo a quello: al mito. Puntiamo alla Leggenda, che alcuni di noi diventino eroi o villains poco ci importa, l’obbiettivo è la gloria. Dunque è grazie a questo stile di vita che troviamo la nostra spada, la nostra arma mitica per arrivare alla realizzazione dei nostri scopi. Il mito e la tradizione (secondo me) sono assolutamente due delle nostre radici, senza il mito non potrebbe esserci l’ispirazione, senza la tradizione non potrebbe esserci una linea guida e un ricordo che ci spinga ad essere forti come furono gli antenati che ci diedero un nome, un cognome e un tetto sopra la casa. Si penso possa essere ancora d’ispirazione per qualcuno ancora disposto ad ascoltare. Ma quanti lo sono? Gli archetipi descritti dai miti sono figure da emulare, da combattere, da cui trarre ispirazione per entrare nel mito stesso. Il fatto che la gente rida di tutto ciò fa pensare, fa capire che la natura dell’uomo è ormai addomesticata e appiattita. Non so se il mito in sé possa essere una soluzione se promulgato su larga scala. Io mi accontenterei di piazzare un pugno in faccia alla gente giusta, non so te.

9) L’Italia è purtroppo un paese di fresconi che vengono sfruttati e di ciarlatani che campano sulle loro spalle. Ritieni che O.W. Possa essere copiata da qualcuno con scopi tutt’altro che onorevoli ?

Difficilmente. Abbiamo standard che nella media, gente con scopi poco onorevoli non riesce assolutamente a seguire. Il nostro obbiettivo è abbattere ogni debolezza: un vile è di per definizione un debole. Di conseguenza un figlio di puttana a caso verrebbe identificato nel giro di poco tempo, e i vari Kommandant sono approvati dal Werewolf Command, un ente che sa bene con chi ha a che fare.
La ruota gira per tutti, ma è bene tenere le orecchie ben aperte.

10) Concludendo,puoi dirci quale sarà la politica di O.W. In europa e cosa farete voi Dire Dogs nel prossimo futuro? Grazie per il tempo che ci hai dedicato, alla prossima!

Ci tengo di nuovo a precisare in conclusione: parlo per me e la mia divisione, essendo l’individualismo parte integrante di questo stile di vita, ogniuno può essere differente nell’affrontarlo e migliorarlo, scegliendo strade diverse nell’organizzazione e spiritualmente parlando. Ci sono svariate Division attive in Europa, soprattutto al Nord, centro e nell’est. La nostra politica è molto semplice amico mio: abbattere ogni debolezza, diventare più forti giorno per giorno, essere i predatori, i razziatori di questa vita e arrivare di fronte a Sorella Hel con un bel sorriso beffardo. E sbattercene altamente le palle di chiunque perda tempo a criticarci a parole senza dimostrare nulla: perdono secondi preziosi della loro inutile vita. Ed è quello che faranno i Dire Dogs, diventare migliori giorni per giorno accogliendo solo il meglio del meglio tra le proprie fila. Più della metà degli operativi della mia divisione ha esperienza militare, la totalità del gruppo pratica arti marziali (ogniuno di noi più di una) e survivalismo, e ogni giorno ci impegniamo a migliorare le nostre capacità. In un mondo dove la depravazione, la debolezza, la frivolezza e il materialismo sono all’ordine del giorno, non ci resta che accettare di buon grado il fatto di essere i cattivi.
Grazie a te

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Le immagini fornite riguardano soltanto la Divisione Dire Dogs o sono state create dai suoi Operativi. Il TotenWolf è invece il simbolo principale di Operation Werewolf.

Leo Hjart, Venezia, classe 1991, Nato sotto la mezza luna. Frequenta regolarmente le scuole fino al diploma, si trasferisce in Svezia per un breve periodo e fa ritorno in Veneto dove lavora come Designer e Illustratore. Rievocatore storico nell’ambito longobardo e avaro ha dedicato e dedica il suo tempo alle arti marziali (mma, boxing, self defence), all’allenamento fisico, alla spiritualità e alla storia, è l’attuale Kommandant della prima divisione di Operation Werewolf sul suolo italico, i Dire Dogs.